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Ato Tp2, crisi economica

04 Dicembre 2010 14:44, di Niki Mazara
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Mazara del Vallo , 4 dicembre 2010- Undici comuni dell’Ato Tp2 da lunedì provvederanno all’avvio dell’iter amministrativo necessario per la richiesta di somme anticipate alla Regione per tentare di superare l’annunciata emergenza rifiuti. Questo è quanto si è deciso in una riunione venerdì pomeriggio, tenutasi al Dipartimento regionale dei rifiuti, alla presenza dell’amministratore unico Nicolò Maria Lisma, gli undici rappresentanti dei comuni (era assente solo Campobello di Mazara), i tecnici del Dipartimento e il dirigente Vincenzo Emanuele, a capo del Bilancio e dello stesso settore dei rifiuti. La riunione è servita ai sindaci per illustrare la grave situazione finanziaria che la società sta attraverso, col serio rischio che la raccolta dei rifiuti possa fermarsi e creare così un serio pericolo igienico-sanitario in tutto l’Ambito. La «Belice Ambiente» risente infatti della difficoltà che i comuni hanno di pagare le fatture emesse per il servizio svolto. Ma risente, anche, del mancato introito di parte della tariffa d’igiene ambientale dal 2005 al 2009. Questione, quest’ultima, affrontata proprio nel corso di alcune riunioni in società che l’amministratore unico ha convocato al fine di chiarire, una volta e per tutte (vista anche la chiarezza normativa fatta negli ultimi mesi), la possibilità di come recuperarla.  Durante la riunione è emersa l’ipotesi che la Regione possa anticipare ai comuni una somma (non quantificata) per superare l’eventuale crisi. Ecco perché i comuni già da lunedì avvieranno l’iter amministrativo per la richiesta. Per i tempi d’erogazione, l’amministratore unico crede che entro Natale potrebbero arrivare già le somme. Il rischio emergenza rifiuti è dietro l’angolo. I sindacati confederali per il 10 dicembre hanno già proclamato lo sciopero generale per il mancato pagamento di due mensilità, ottobre e novembre. L’amministratore unico incontrerà lunedì gli stessi sindacati per illustrare il risultato della riunione di Palermo e tentare così di evitare lo sciopero. Ma il sistema rischia di bloccarsi per il mancato pagamento anche ai fornitori che erogano servizi per la discarica (ad esempio il trito vagliatore) o per la fornitura di carburanti ai mezzi. «C’è un rischio evidente - dice l’amministratore unico Nicolò Maria Lisma - perché non avendo le somme necessarie ci troveremo nell’impossibilità di raccogliere i rifiuti. Col risultato di trovarci immondizia sparsa ovunque».

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