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Seconda incriminazione per Donald Trump

09 Giugno 2023 07:44, di Redazione
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Martedì il tycoon sarà in tribunale a Miami

Il silenzio del Dipartimento di Giustizia e del procuratore speciale Jack Smith che indaga sull'ex presidente Usa, predecessore di Biden, è deflagrato con un post del tycoon sul suo social Truth. " Sono stato incriminato" per i documenti segreti a Mar-a-Lago". Questa è la seconda incriminazione per Trump ( dopo quella per aver dato del denaro alla pornostar Stormy Daniels) che martedì dovrà presentarsi al tribunale di Miami.

Per la prima volta un ex presidente nella storia americana dovrà difendersi da accuse a livello federale. Tra le violazioni che avrebbe commesso ci sarebbe anche la violazione dell'Espionage Act per aver conservato volontariamente dei documenti strettamente legati alla difesa nazionale e non averli consegnati ai responsabili.

Dal suo fortino a Bedmister, nel New Jersey, Trump non ha mancato di lanciare accuse di un certo peso manifestando la sua ira. " Oggi è un giorno buio per l'America", ha vergato, raccontandosi come un "uomo innocente". Alle scritte è seguito  un video dove si ritorna sul concetto dell'attacco ad un presidente popolare attraverso una bufala con protagonisti degli scatoloni.

I capi di accusa sono del tutto sette e includerebbero cospirazione, ostacolo alla giustizia oltre che dichiarazioni mendaci e ritenzione volontaria di informazioni di difesa nazionale. L'indagine sulle carte segrete ha avuto inizio due anni fa, allorquando gli Archivi nazionali hanno rilevato che l'ex inquilino della White House non aveva consegnato tutte le carte all'uscita della Casa Bianca.

Da quel momento è partito un contenzioso sfociato poi nella perquisizione su iniziativa dell'Fbi a Mar-a-Lago lo scorso anno e, ora, nell'incriminazione. I candidati repubblicani alla nomination in questo momento evitano di rilasciare dichiarazioni così come il partito. Gli unici commenti sono dei fedelissimi di Trump che - prevedibilmente- lo difendono a spada tratta.

Ha infatti affermato lo speaker della Camera americana, il repubblicano Kevin McCarthy che l'incriminazione " è una grave ingiustizia e risulta inconcepibile per un presidente incriminare un candidato che lo sfida nell'agone politico. Lo stesso Joe Biden ha tenuto documenti classificati per decenni".

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