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Campobello di Mazara | Cronaca

Vicenda Acquasplah: la Procura di Marsala chiede il rinvio a giudizio per 4 persone

09 Luglio 2024 15:11, di Laura Spanò
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Sono indagati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

La Procura presso il Tribunale di Marsala ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Carmelo Giannilivigni, Rosa Leone, Nicola Caruso e Alfredo Galbo, accusati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L’udienza preliminare dinanzi al gip presso il Tribunale di Marsala è fissata per il 4 novembre 2024. 

L’inchiesta, che ha coinvolto anche Epifanio Napoli, Amministratore unico (nel frattempo deceduto durante le indagini preliminari), è relativa alla gestione del parco acquatico Acquasplash. 

Per l'accusa, gli imputati avrebbero distratto l’intero complesso aziendale di "ACQUASPLASH s.r.l.", trasferendolo senza contropartita a "NEW ACQUASPLASH s.r.l.", insieme alla liquidità di cassa appartenente a questa società. Questa operazione avrebbe causato un significativo danno patrimoniale, aggravando il deficit fallimentare della società originaria.

Inoltre, gli imputati sono accusati di aver compiuto atti fraudolenti sui beni di "ACQUASPLASH s.r.l." per sottrarsi al pagamento delle imposte, e di aver sottratto parte delle scritture contabili, rendendo complicata la ricostruzione del patrimonio della società fallita.

L’accusa ritiene che queste operazioni dolose abbiano portato al fallimento di "ACQUASPLASH s.r.l.", principalmente attraverso l’omissione progressiva del pagamento delle imposte.

Le indagini, coordinate dalla Dda irezione di Trapani e dalla Sezione di P.G. – della Finanza della Procura, nel maggio 2022 portarono all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per 450 mila euro, includendo denaro, quote societarie, beni mobili e immobili. I beni sequestrati appartenevano agli imputati, amministratori di diritto e/o di fatto delle società operanti nel settore ricreativo/balneare, già titolari del parco acquatico di Campobello di Mazara. Le verifiche successive hanno rivelato un deficit fallimentare complessivo pari a 2.401.664,00 euro.

La vicenda Acquasplash è legata anche ad indagini che nel tempo sono state portate avanti dalle forze dell'ordine sui fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Epifanio Napoli, deceduto negli ultimi mesi, era il datore di lavoro di Andrea Bonafede che ha prestato l'idendità  al boss. 

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