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Bimbo caduto in piscina, parla uno dei medici che lo hanno soccorso

18 Luglio 2016 13:52, di Ornella Fulco
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"E' stata la più grande gioia della mia carriera professionale, abbiamo davvero salvato una vita che stava per spegnersi", così descrive l'accaduto il...

"E' stata la più grande gioia della mia carriera professionale, abbiamo davvero salvato una vita che stava per spegnersi", così descrive l'accaduto il dottore Giuseppe Cammareri, uno dei tre medici che, ieri pomeriggio, si trovavano al Lido Paradiso e che hanno prestato soccorso al bimbo di 4 anni trovato in stato di incoscienza nella piscina dedicata ai più piccoli della struttura balneare. Il piccolo, nonostante in quel momento l'accesso ai bagnanti fosse interdetto, è riuscito, non si sa ancora come, ad intrufolarsi nell'area dove è montata la vasca con uno scivolo "a spirale" senza che i genitori - che avevano preso in affitto per la giornata una postazione in spiaggia - se ne accorgessero. "Il bambino - racconta Cammareri - era in arresto cardiaco, non respirava ed era in stato di incoscienza. Dopo averlo adagiato su un tavolo, insieme ai colleghi Andolina e Moscato, abbiamo praticato le manovre per favorire la fuoriuscita dell'acqua che aveva ingerito e, successivamente, il massaggio cardiaco e la respirazione assistita con il pallone AMBU. In questo modo, dopo circa 5 minuti, la respirazione e il battito sono ripresi mentre il piccolo restava, comunque, in stato di incoscienza". Il medico trapanese riferisce che non vi è stato bisogno di utilizzare attivamente il defibrillatore semiautomatico, presente tra le dotazioni di sicurezza del Lido Paradiso, "perché lo stesso macchinario segnalava che non era necessario". Il bambino è stato poi affidato ai sanitari del 118 che lo hanno condotto in ambulanza al Pronto Soccorso del "Sant'Antonio Abate", dove è stato intubato per facilitare la respirazione, e successivamente trasferito in elicottero all'ospedale "Di Cristina" di Palermo. Sembrerebbe che il piccolo non presenti, al momento, segni di danni neurologici, eventualmente derivanti dalla carenza di ossigeno giunto al cervello durante il tempo trascorso in assenza di respirazione. © Riproduzione riservata

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