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Capitale italiana Cultura 2018, delegazione pro Erice sentita al Ministero

14 Gennaio 2017 15:58, di Redazione
Capitale italiana Cultura 2018, delegazione pro Erice sentita al Ministero
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La candidatura di Erice e dei comuni elimo-ericini a Capitale italiana della Cultura 2018 è stata illustrata, nei giorni scorsi a Roma nel corso dell'audizione svoltasi al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La città, insieme a Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice è tra le dieci città italiane scelte dalla giuria presieduta da Stefano Baia Curioni tra le 21 città partecipanti al titolo per il 2018. La proclamazione avverrà il prossimo 31 gennaio alle ore 15. In palio, per il vincitore, un milione di euro messo a disposizione dal Governo per realizzare il progetto e l’esclusione delle risorse investite nella sua realizzazione dal vincolo del Patto di stabilità. La delegazione qualificata a rappresentare il territorio dell’Unione dei comuni elimo-ericini era composta da Giuseppe Bica, sindaco di Custonaci e presidente dell’Unione, Giacomo Tranchida, sindaco di Erice e presidente della Fondazione EriceArte, Vito Mancuso, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Trapani “Francesco La Grassa”, Gildo La Barbera, componente tecnico della Fondazione Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana, Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Sicilia, Luigi Biondo, direttore del Polo Museale della provincia di Trapani, Walter Roccaro, direttore del Conservatorio “Scontrino” di Trapani, Carla Athayde, direttrice dello studio Stardust Marsala-Barcelona, Darine Rajhi, direttrice della galleria “Magazzini dell’Arte Contemporanea” Trapani-Tunisi. L’audizione è stata condotta come una performance teatrale con i diversi protagonisti. Nella fase iniziale è stato proiettato un video prodotto dal Distretto Turistico della Sicilia Occidentale e realizzato da AlfaMediaItalia. Al termine della presentazione alla commissione giudicatrice è stato consegnato un volantino, firmato dal professore Antonino Zichichi, presidente dell’Ettore Majorana Foundation and Center for Scientific Culture di Erice-Ginevra, sul “Manifesto di Erice 1982” in cui novantamila scienziati del mondo firmarono per una Scienza senza segreti e senza frontiere, e Darine Rajhi ha recitatola poesia "Pace" di Adonis. L’iniziativa “Capitale Italiana della Cultura” è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura: un modo per diffondere sempre più il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo. Per l’Unione dei comuni elimo ericini essere inseriti nella shortlist definita dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo è, di per sé, già un traguardo. Il lavoro svolto per la definizione del dossier di candidatura rappresenta una piattaforma avanzata sulla quale impostare le politiche culturali per i prossimi anni. Il tavolo del comitato esecutivo ha visto la partecipazione delle professionalità interdisciplinari con giovani studi di architettura e di comunicazione, con le realtà associative culturali ed ambientaliste dei territori coinvolti in aperta dialettica con le Amministrazioni. La candidatura è stata coordinata dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Trapani “Francesco La Grassa” insieme all’Unione dei comuni, la Fondazione EriceArte, la Fondazione Distretto Turistico Sicilia Occidentale, Confindustria Trapani e la Camera di Commercio di Trapani. I partner istituzionali di condivisione di progetto sono i Comuni di Trapani, Calatafimi-Segesta e Favignana (Isole Egadi). Ente fondatore è stato l’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Trapani che ha messo a disposizione le strutture dell’ente e supportato tutto il gruppo di lavoro. Crocevia nell’età classica di scambi culturali ed economici dell’area Mediterranea, oggi terra di approdo dell’emergenza umanitaria dal Nord Africa delle nuove migrazioni, il territorio Elimo-Ericino si candida a “Ponte culturale” tra le emergenze geopolitiche e il dialogo contemporaneo dell’Italia con i paesi del Maghreb, in un’auspicabile collaborazione con la città di Valletta (Malta), già designata Capitale europea della Cultura 2018. Gli investimenti più significativi previsti nel dossier sono concentrati sulla programmazione delle attività culturali per tutto l’anno di candidatura, con la previsione di interventi di durata: la rete museale e archeologica, il parco letterario multimediale “Dino D’Erice”, l’Urban Center nell’ex stazione di arrivo della funivia di Erice, l’Arte contemporanea permanente, la Rete della cultura immateriale, la rete enogastronomica, l’Osservatorio dei Paesaggi di Sicilia, gli Itinerari del Liberty trapanese, i progetti di riuso, rigenerazione, riqualificazione urbana ed ambientale dei sei comuni aderenti all’Unione.

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