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Cronaca
Trapani

La Procura spiega i motivi della nuova ordinanza nei confronti di Giovanni Lo Sciuto

06 Luglio 2020 12:38, di Redazione
La Procura spiega i motivi della nuova ordinanza nei confronti di Giovanni Lo Sciuto
Cronaca
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Arriva la spiegazione da parte della Procura del capoluogo a proposito della nuova ordinanza nei confronti dell'ex deputato regionale il castelvetranese Giovanni Lo Sciuto.I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno tratto in arresto,
in esecuzione di ordinanza di ripristino della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal
Tribunale del Riesame di Palermo, l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto. Quest'ultimo  già arrestato nel corso dell’Operazione Artemisia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trapani, che il 21 marzo 2019 portò all’arresto in esecuzione dell’ordinanza di Custodia Cautelare del Gip del
Tribunale di Trapani, 27 persone, poiché ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione,
concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità
ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso
d’ufficio ed associazione a delinquere secreta finalizzata ad interferire con la pubblica
amministrazione (violazione della c.d. legge Anselmi).
Per gli stessi reati sono furono notificati anche 5 obblighi di dimora e una misura interdittiva della
sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché notificate altre 4 informazioni di garanzia ad
altrettanti indagati.
Lo Sciuto era tornato in libertà, assieme agli altri indagati, su decisione dello stesso Tribunale
del Riesame di Palermo, che si espresse sull’incompetenza del Giudice delle Indagini Preliminari di
Trapani, a favore di quello del Tribunale di Palermo, ritenendo il reato più grave, tra quelli
contestati, consumatosi nel capoluogo di Regione.
Sulla base di questo assunto il Tribunale del Riesame di Palermo, pur confermando la gravità indiziaria di numerosi capi di imputazione nei confronti di Lo Sciuto, tra cui la corruzione con Paolo Genco - legale rappresentante dell’ente di formazione A.N.F.E. - e Rosario Orlando - già responsabile del Centro Medico Legale del predetto istituto INPS - , aveva ritenuto non sussistente il requisito dell’urgenza e per questo aveva annullato l’ordinanza genetica applicativa della custodia cautelare in carcere.
Contro tale decisione la Procura della Repubblica di Trapani aveva proposto ricorso presso la
Suprema Corte di Cassazione che dopo diversi pronunciamenti su tutti gli indagati, con sentenza a
Sezioni Unite del 23 aprile 2020, riconosceva al “Pubblico Ministero l’interesse ad impugnare il
provvedimento con il quale il Tribunale del Riesame, rilevata l’incompetenza del Giudice per le
Indagini Preliminari, annulli per carenza delle condizioni di applicabilità, l’ordinanza con cui
quello stesso Giudice ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere”.
Tale pronunciamento, unitamente alla riconosciuta competenza territoriale del Tribunale di Trapani,
determinava l’annullamento della ordinanza del Riesame con rinvio al medesimo Tribunale in
diversa composizione per una nuova valutazione circa i presupposti per la misura cautelare.
A seguito di ciò, il Tribunale del Riesame di Palermo, lo scorso 4 luglio, rivalutando la propria
decisione, oltre a confermare la gravità indiziaria per le contestate tentate concussioni, in concorso
con Paolo Genco, in danno dell’assessore Bruno Marziano, ha disposto, modificando
l’originaria ordinanza di custodia cautelare, l’arresto di Giovanni Lo Sciuto e la sua
sottoposizione ai domiciliari
Le indagini dei Carabinieri, coordinati dal Procuratore Aggiunto Maurizio Agnello e dai
Sostituti Procuratori Sara Morri e Francesca Urbani, erano iniziate nel 2015 e avevano avuto
come fulcro proprio Giovanni Lo Sciuto, ex Deputato Regionale, in carica fino al 2017, a carico
del quale erano emersi gravi indizi di reità in ordine alla commissione di numerosi reati contro la
P.A. il cui fine ultimo era costantemente quello di ampliare la sua base elettorale in vista delle varie
elezioni e di conseguenza il proprio potere politico.

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