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Politica
Valderice

L'opposizione contesta l'applicazione dell'aliquota Tasi

16 Settembre 2014 11:48, di Niki Mazara
L'opposizione contesta l'applicazione dell'aliquota Tasi
Politica
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La decisione della amministrazione comunale di Valderice di applicare l’aliquota TASI al 2,5‰ per l’abitazione principale, trova la opposizione del capogruppo di “Popolari Per Valderice Uniti Per Il Futuro” Giuseppe Parrinello e del collega Francesco Stabile. In una nota i due attaccano il sindaco e la amministrazione comunale che, a loro parere, avrebbero attuato la politica del “la migliore difesa è l’attacco” e “più che spiegare le vere ragioni per cui il Comune di Valderice ha stabilito l’aliquota massima mentre gli altri Comuni hanno adottato aliquote inferiori, attacca scaricando le responsabilità su Stato e Regione che diminuiscono i trasferimenti, come se gli stessi vengono ridotti solo al Comune di Valderice e non a tutti i comuni d’Italia”. I due sostengono che il sindaco avrebbe “ scaricato responsabilità politiche proprie per il clientelismo effettuato dalla sua amministrazione e dal gruppo politico che storicamente ha quasi sempre amministrato Valderice. Infatti se Valderice si trova in situazioni di difficoltà finanziaria – scrivono Parrinello e Stabile - la responsabilità è di chi ha effettuato clientelismo politico scambiando il Comune, ente locale che eroga servizi ai cittadini, per un artificioso postificio. Solo così si spiega la presenza ancora oggi di circa 150 lavoratori precari non stabilizzati, che per circa il 50% delle spese sono a carico delle casse Comunali e quindi dei cittadini valdericini. Questo non significa ignorare la grave crisi occupazionale che da sempre ha caratterizzato il nostro territorio. Viceversa significa che se Valderice fosse stata amministrata da chi, come dice il sindaco Spezia, si è “formato alla scuola dell’etica, della responsabilità” e “amministra con il sistema del “buon padre di famiglia”, non si sarebbero generate negli anni ’90 aspettative in circa 250 giovani lavoratori, ma verosimilmente in un numero notevolmente inferiore, creando nel tempo i presupposti per la loro stabilizzazione”. Per i due esponenti della opposizione “Il costo di scelte irresponsabili e scellerate lo hanno subito i valdericini, pagando regolarmente prima l’I.C.I., poi l’I.M.U. al 10,6 ‰ e ora la T.A.S.I. a 2,5 ‰ sulla prima casa, aliquote tra le più alte d’Italia”. Quindi elencano le aliquote applicate dai comuni vicini, molti dei quali inferiori al 2 per cento e, a S.Vito Lo Capo e a Favignana addirittura azzerata. Quindi un affondo politico “l’unica verità è che il sindaco Spezia fa solo esercizi di demagogia e azioni di piccolo cabotaggio politico. Infatti, anche nel 2013 quando il P.D. non era in amministrazione ma era maggioranza politica in consiglio, ha acconsentito, con la latitanza politica di oltre la metà dei consiglieri, l’approvazione dell’IMU al 10,60‰. Un’amministrazione seria non convoca il Consiglio Comunale l’ultimo giorno utile, per imporre al Consiglio l’aliquota T.A.S.I. ma si confronta con il Consiglio Comunale modulando le tasse sulla base dei servizi erogati e tenendo conto sopratutto anche delle condizioni socio-economiche dei cittadini”. In conclusione Parrinello e Stabile accusano la maggiorana di vessare i cittadini “con la TASI (tassa sui servizi indivisibili) ad aliquote massime, senza prevedere nessun tipo di agevolazione anche minima ed imponendola indistintamente pure ai cittadini delle periferie e delle frazioni, anche quando non sono serviti da fognature, anche quando le strade e i marciapiedi vengono abbandonati al degrado assoluto, anche quando il sistema delle infrastrutture scolastiche è fatiscente e non a norma, e si perdono € 700.000,00 per ristrutturarle e metterle a norma, anche quando si taglia il servizio mensa scaricando la responsabilità sui dirigenti scolastici, salvo poi in maniera demagogica offrire il palazzo comunale ai genitori per accogliere i bambini, anche quando vengono tagliati i servizi,come i pulmini per i bambini delle scuole elementari che da tre sono diventati due”.

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