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Cronaca

Palermo. Scoperta casa di riposo lager, sei arresti e sequestro struttura

16 Aprile 2020 09:14, di Laura Spanò
Palermo. Scoperta casa di riposo lager, sei arresti e sequestro struttura
Cronaca
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I Finanzieri del Nucleo di polizia economico - finanziaria di Palermo hanno sequestrato la casa di riposo Aurora di Palermo, Una casa di riposo che gli investigatori hanno definito  "lager", ed hanno arrestato sei donne accusate a vario titolo di maltrattamenti ai danni di anziani, bancarotta, riciclaggio e autoriciclaggio.
Al vertice del disegno criminale vi era Maria Cristina Catalano 57 anni, referente delle precedenti società fallite, nonché amministratrice di fatto della compagine che gestisce attualmente la casa di riposo, coadiuvata da Vincenza Bruno e dalle altre dipendenti Anna Monti, Valeria La Barbera,
Antonina Di Liberto e Rosaria Florio.

La Di Liberto risulta inoltre inserita in un nucleo familiare percettore del reddito di cittadinanza (799 euro al mese dal maggio 2019) ottenuto però con dichiarazioni mendaci e per questo è stata denunciata anche per tale fattispecie illecita in concorso con il compagno effettivo richiedente il beneficio.Gli investigatori hanno documentato, attraverso telecamere nascoste, decine di episodi con violenze fisiche e psicologiche nei confronti degli ospiti della casa di riposo: spintoni, calci e schiaffi accompagnati da insulti e ingiurie. Maltrattamenti che avrebbero indotto alcuni anziani perfino a atti di autolesionismo.
Gli anziani ospiti della casa di riposo "Aurora", sottoposti a vessazioni e soprusi di ogni genere che hanno provocato sconcerto tra gli stessi inquirenti, saranno adesso sottoposti anche a controlli medici visto che all'interno della struttura non sono mai state adottate le procedure per il contenimento del Coronavirus.
Le indagini
Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, sono state avviate specifiche attività di intercettazione, che hanno consentito fin da subito di documentare la sistematica attuazione di metodi di vessazione fisica e psicologica inflitti agli anziani costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura, ingenerando uno stato di totale esasperazione fino al compimento di atti di autolesionismo.
In poco più di due mesi sono state, infatti, registrate decine e decine di condotte ignobili
di maltrattamento poste in essere in danno di persone fragili e indifese.
Un vero e proprio regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile, fatto di continue
ingiurie e minacce (se tu ti muovi di qua io ti rompo una gamba cosi la smetti, o zitta,
muta devi morire, devi buttare il veleno là”, “per quanto mi riguarda può crepare”), e
violenze fisiche (spintoni, calci e schiaffi, colpi di scopa; in alcuni casi, i degenti sono stati
legati alla sedia per inibire loro ogni movimento).

Emblematica della crudeltà dei comportamenti ascrivibili agli indagati, è l’affermazione
registrata in occasione del soccorso inizialmente prestato ad una degente, poi purtroppo
deceduta, allorquando la Catalano affermava: "Ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva perché già boccheggiava…...io lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente l’avrei messa a letto e avrei aspettato. Perché era morta.”
Lo stesso G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, nel valutare il gravissimo quadro probatorio raccolto dalle Fiamme Gialle palermitane, segnala “l’urgenza di interrompere un orrore quotidiano”, evidenziando come “l’indole criminale e spietata degli indagati impone l’adozione della misura della custodia cautelare in carcere, ritenuta l’unica proporzionata alla gravità ed all’immoralità della condotta e l’unica idonea a contenere la disumanità degli impulsi”.
Il G.I.P. ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario, con esperienza specifica
del settore, al fine di assicurare la prosecuzione dell’attività con personale qualificato
per fornire adeguata assistenza agli ospiti della struttura.

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