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Sequestro "Iuventa": nave trasferita al porto di Trapani, prelevati pc presenti a bordo - Trapani Oggi

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Cronaca
Trapani

Sequestro "Iuventa": nave trasferita al porto di Trapani, prelevati pc presenti a bordo

03 Agosto 2017 11:31, di Ornella Fulco
Sequestro "Iuventa": nave trasferita al porto di Trapani, prelevati pc presenti a bordo
Cronaca
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Sarà trasferita al porto di Trapani, la "Iuventa", la nave dell'ong tedesca Jugend Rettet sequestrata ieri su richiesta della Procura di Trapani e ferma al porto di Lampedusa a seguito dell'inchiesta per presunto favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. “Per noi il salvataggio di vite umane è la priorità e ci dispiace non poter operare nella zona di salvataggio e ricerca in questo momento. Stiamo raccogliendo informazioni a tutti i livelli e solo dopo potremo valutare le accuse”. Questo il commento diffuso su Twitter e sul suo sito web dalla ong tedesca Iugend Rettet dopo il sequestro della sua imbarcazione. utilizzata per il recupero di migranti al largo delle coste libiche. Già ieri i componenti dell'equipaggio sono stati sentiti "come persone informate sui fatti", e attualmente sono ospitati in alcune abitazioni private dell'isola, abitualmente affittate ai turisti. La nave è stata perquisita anche con l'ausilio di cani molecolari e sono stati sequestrati alcuni pc che si trovavano a bordo mentre la Guardia Costiera ha portato via i documenti di  bordo. Sarà anche esaminata tutta la strumentazione che registra gli spostamenti dell'imbarcazione. Sulla questione si registra anche il commento dell’ong “Save the Children” che ha dichiarato di “prendere atto delle notizie uscite sui media” riguardanti l’inchiesta ma di non essere in grado di “corroborare alcuna informazione”. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, sarebbero stati proprio due ex operatori della “Vos Hestia”, la nave di “Save the Children”, anch’essa impegnata nelle operazioni di recupero dei migranti al largo della Libia, a fornire determinanti elementi di prova nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Trapani che, attualmente - secondo quanto affermato dal procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio - non ha specifici soggetti indagati. "Siamo in una delicata fase di indagini preliminari - ha affermato - e sarà necessario approfondire ulteriormente altri aspetti prima di poter diffondere altri particolari". Ci sarebbero, comunque, immagini e altro materiale, oltre a testimonianze dirette, a supportare l'indagine trapanese. L'inchiesta resterà a Trapani, ha confermato il procuratore, smentendo le voci che davano per certo il trasferimento del fascicolo alla Dda di Palermo, competente per legge nei casi di traffico di migranti. La notizia è stata diffusa dall'Ansa.

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