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Tra "poteri forti" e potenzialità di sviluppo, il prefetto Falco saluta la città

29 Agosto 2016 19:35, di Ornella Fulco
Tra "poteri forti" e potenzialità di sviluppo, il prefetto Falco saluta la città
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"In questa città ho capito che bisogna giocare d'attacco, che la logica vincente è quella di fare squadra per dare risposte adeguate ai problemi dei cittadini". Lo ha affermato stamane, nel corso dell'incontro di commiato con la stampa locale, il prefetto Leopoldo Falco chiamato, inevitabilmente, a fare un bilancio dei suoi tre anni di permanenza alla guida degli uffici del Governo che lascerà per prendere servizio a Roma, già il 31 agosto, come vice direttore dell’Ufficio Affari legislativi e Relazioni parlamentari al Ministero dell’Interno. "Porto con me - ha detto Falco - un bagaglio di esperienze intense e ricche che hanno certamente contribuito alla mia crescita professionale e umana. In questi giorni sto ricevendo un'ondata di affetto straordinaria che stento quasi a gestire". Sul suo impegno per il territorio trapanese con le sue problematiche, dall'emergenza dell'accoglienza ai migranti, alle questioni del co-marketing per l'aeroporto, tanto per citare quelle più note, alle vicende legate ai "poteri forti" che agiscono in quella "zona grigia" non sempre facile da delineare e decifrare, il prefetto ha detto: "Credo che ciascuno di noi prefetti che si è succeduto nel ricoprire questo incarico ha fatto un lavoro diverso. Se, come rappresentante dello Stato, devi renderti utile, devi stare, innanzi tutto, sulle emergenze, stare sul fronte, vicino ai sindaci, stare su quello che accade. In questo senso i tanti tavoli aperti in Prefettura possono essere utili per far convergere le forze nella risoluzione delle problematiche. Lascio una città in evoluzione - ha proseguito Falco - con grandi potenzialità, molte delle quali ancora inespresse. Mi riferisco, ad esempio, allo sviluppo turistico, che passa attraverso l'interesse di Ryanair per l'aeroporto di Birgi. Mi auguro che lo sforzo compiuto dai sindaci con il finanziamento del co-marketing consenta a chi si confronterà con la compagnia aerea di poter dettare anche le proprie condizioni nell'interesse di questo territorio". Quanto alla presenza della mafia e della massoneria deviata e dei loro intrecci il prefetto Falco è stato chiaro: "Qui ci sono tante brave persone che vivono come se avessero una nuvola nera sulla testa. C'è questa presenza che si avverte - a volte di più, altre di meno - e la percezione è che si tratti di poteri forti, molto radicati. Ne abbiamo parlato con le commissioni parlamentari di inchiesta, quella sui migranti e quella antimafia in maniera molto chiara. Ho anche consegnato un dossier in Procura su tutto quello che, come Prefettura, abbiamo rilevato". "Io la zona grigia la capisco - ha proseguito Falco - capisco che lo Stato non sempre riesce ad arrivare dappertutto ma, come cittadini, possiamo sempre scegliere di schierarci dalla parte della legalità. Qui, in questo territorio, è una battaglia vissuta spesso con sofferenza, c'è chi ha perso familiari per questo motivo, ma la presenza dello Stato deve camminare su tante gambe". Falco ha avuto parole di apprezzamento per le tante realtà associative e di volontariato senza le quali tanti progetti - uno per tutti il campo di accoglienza per lavoratori stagionali a Campobello di Mazara - non avrebbero visto la luce. E ancora: "Se lo Stato, in certi territori, arriva tardi, si creano situazioni, come quella che ho incontrato da commissario straordinario a Salemi, in cui certi personaggi diventano punti di riferimento sbagliati  per i cittadini e questo non è giusto. Su certe interdittive antimafia non ci ho dormito la notte". Il prefetto si è anche soffermato sui rapporti intessuti, nei tre anni di permanenza, con la Procura della Repubblica di Trapani: "Ho avuto l'impressione che, in passato, Prefettura e Procura non si parlassero tanto, ho capito che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, è invece importante una collaborazione. Ritengo che la Procura debba sapere cosa fa la Prefettura e che la Prefettura debba sentirsi tutelata dal lavoro dei magistrati". Quanto alle presenze massoniche, nei Consigli comunali e anche negli uffici pubblici, Falco è stato lapidario: "I Consigli comunali non si possono sciogliere per massoneria. Un servitore dello Stato, però, deve essere trasparente e, quindi, secondo me, non può essere un massone". Domani, in Prefettura, Falco incontrerà le autorità cittadine per il saluto finale prima della partenza.

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