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A don Ciotti la cittadinanza onoraria: "La legalitÓ no idolo ma strumento per la giustizia" [VIDEO] - Trapani Oggi

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A don Ciotti la cittadinanza onoraria: "La legalitÓ no idolo ma strumento per la giustizia" [VIDEO]

03 Aprile 2017 13:01, di Ornella Fulco
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Conferita stamane, nel corso di un incontro nella sala conferenze del Seminario vescovile, alla presenza di studentesche del territorio e di rappresen...

Conferita stamane, nel corso di un incontro nella sala conferenze del Seminario vescovile, alla presenza di studentesche del territorio e di rappresentanti delle Istituzioni, tra cui il prefetto Giuseppe Priolo, la cittadinanza onoraria di Erice a don Luigi Ciotti, presidente di Libera. "Io rappresento un 'noi' perch├Ę il cambiamento che desideriamo ha bisogno che ciascuno di noi faccia la sua parte", ha esordito Ciotti che ha proseguito: "Io non lotto contro la mafia, voglio spiegarlo, e non ho mai accettato l'etichetta di prete antimafia o prete di strada, i preti sono preti e basta. L'impegno di Libera non ├Ę solo per la legalit├á, non ├Ę solo contro la corruzione e le mafie ma ├Ę soprattutto impegno per la libert├á e la dignit├á delle persone. Non solo le mafie tolgono libert├á e dignit├á ma anche la povert├á, l'assenza di lavoro, la diseguaglianza, la corruzione tolgono la libert├á e la dignit├á. La vita ci affida un impegno: quello di liberare chi libero non ├Ę". Poi don Ciotti si ├Ę rivolto ai genitori di Nino Via a cui ├Ę dedicato un murales, realizzato dagli studenti della scuola "De Stefano" nel quartiere di Casa Santa- Erice, che stamattina ha benedetto: "Quest'opera ci ricorda un ragazzo generoso e, con i suoi magnifici colori, ci invita a colorare la nostra vita di significato. Da l├Č Nino vive e ci parla". "Io ho due grandi riferimenti nella vita - ha proseguito don Ciotti - che mi hanno sempre accompagnato: il Vangelo e la Costituzione italiana, perch├Ę io non vivo per aria e sono un cittadino di questo Paese". Poi il riferimento alla strage di Pizzolungo: "Per me ├Ę stato un onore e un privilegio conoscere Margherita Asta e da allora non l'ho mai abbandonata. L'ho accompagnata all'altare quando si ├Ę sposata e per me ├Ę stato un dono come ├Ę un dono ogni volta in cui incontro i familiari delle vittime della mafia, imparo sempre qualcosa". Poi, rivolto ai giovani presenti: "Abbiamo tutti la responsabilit├á di guardarci dentro, scendere nel profondo della nostra coscienza per chiederci se stiamo facendo le cose giuste. Il problema pi├╣ grave non ├Ę solo chi fa il male ma chi guarda e lascia fare. Dobbiamo essere pi├╣ vicini alle persone e dobbiamo essere tutti motori di cambiamento. Stare dalla parte del bene vuol dire chiamare il male con il suo nome e non girarsi dall'altra parte. La conoscenza ├Ę la via maestra del cambiamento". E ancora: "Se oggi il male ├Ę ancora cos├Č forte e diffuso ├Ę anche perch├Ę le ingiustizie si sono alleate alle nostre omissioni, A parole ci sono sempre tutti ma quello di cui c'├Ę bisogno ├Ę che ciascuno faccia la propria parte". Poi la citazione di una frase di papa Francesco: "Sogno un'Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani ├Ę stato la sua ultima utopia". "Ci sar├á un giorno in cui dovrete alzare la voce - ha proseguito il presidente di Libera - quando in tanti scelgono un prudente silenzio. Se oggi i diritti sono cos├Č deboli non ├Ę solo responsabilit├á di chi li attacca ma anche di chi li difende debolmente. Dobbiamo esercitare il coraggio della denuncia e della proposta perch├Ę le denunce da sole non bastano". "Lottate per la verit├á - ha detto rivolgendosi agli studenti - perch├Ę ci sono troppi che la manipolano. L'informazione o ├Ę libera o non ├Ę informazione. Non ci possono essere approssimazioni e neppure appropriazioni. Siate liberi nella ricerca della verit├á e non portaborse di qualcuno". "La legalit├á - ha concluso - ├Ę importante ma, vi prego, non deve diventare un idolo, una parola che viene sventolata ovunque e molti si nascondono dietro questa parola e hanno scelto la legalit├á malleabile e sostenibile. La legalit├á ├Ę solo un mezzo, uno strumento per raggiungere la giustizia, altrimenti resta solo una parola astratta. Dobbiamo fare in modo che diventi vita, che diventi carne".

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