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Aggressione a donna in via Toti, fermato il presunto responsabile [VIDEO] - Trapani Oggi

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Aggressione a donna in via Toti, fermato il presunto responsabile [VIDEO]

26 Luglio 2016 07:02, di Ornella Fulco
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Svolta decisiva nelle indagini sull'aggressione ai danni di una donna di 57 anni avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 maggio scorso in via Enrico To...

Svolta decisiva nelle indagini sull'aggressione ai danni di una donna di 57 anni avvenuta nella notte tra il 30 e il 31 maggio scorso in via Enrico Toti, a Valderice, poco distante dalla strada principale del paese. I Carabinieri hanno fermato, con le accuse di tentata violenza sessuale, lesioni gravi e rapina, il presunto responsabile. Si tratta di un cittadino nigeriano di 25 anni. La donna, moglie di un imprenditore del settore marmifero e residente a Custonaci, dopo aver trascorso la serata a casa di amici, era uscita dall’abitazione incamminandosi verso la sua auto, una Renault Clio bianca, parcheggiata a circa 100 metri dalla villetta. Durante il tragitto, però, era stata colpita in testa da tergo e poi trascinata in un appezzamento di terreno poco distante. Lì era stata ritrovata, l'indomani mattina intorno alle 7, dai Carabinieri, allertati dalla famiglia per il suo mancato rientro nell'abitazione familiare. La vittima giaceva riversa sul terreno con il volto tumefatto e vistosi segni di percosse in diverse parti del corpo. Un’ambulanza del 118 l'aveva condotta, ancora in stato confusionale, al Pronto Soccorso dell’ospedale “Sant’Antonio Abate” dove poi era stata ricoverata e sottoposta ad un intervento chiurgico a causa delle fratture riportate alle ossa facciali. L’inquietante episodio aveva creato grande allarme tra i residenti e anche il sindaco di Valderice, Mino Spezia, aveva chiesto alle forze dell'ordine maggiori controlli per garantire la sicurezza dei cittadini. Aggiornamento ore 11.30 Si chiama Valentine Omwanta, 25 anni, nigeriano, il presunto autore della violenta aggressione. Il giovane, che fino al momento dei fatti era ospite presso il centro di accoglienza per richiedenti asilo "Villa Sant'Andrea" di Valderice, che sorge a poche centinaia di metri dal luogo dove ha assalito la donna, è stato rintracciato presso il CARA di Mineo, in provincia di Catania. Alla vista dei Carabinieri ha tentato la fuga ma è stato bloccato. Come ha sottolineato il capo della Procura trapanese Marcello Viola, durante la conferenza stampa svoltasi stamattina al Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, "vi sono elementi che lasciano supporre che Omwanta stesse per lasciare anche quella struttura per sfuggire alla cattura". Oltre all'apporto degli carabinieri del Ros di Palermo, fondamentale per giungere all'identità dell'aggressore è stata la collaborazione di altri due migranti di origine nigeriana, uno ospite del centro di Valderice e un altro di quello di Mineo. Proprio quest'ultimo avrebbe riferito agli investigatori di aver acquistato un telefono cellulare da Omwanta risultato essere quello rubato dalla borsa della donna insieme a 50 euro in contanti. L'accusato aveva, invece, riferito ai magistrati di averlo venduto dopo averlo acquistato al mercato nero di Catania. Valentine Omwanta era arrivato sul territorio italiano nell'ottobre 2015 e si trovava al CAS "Villa Sant'Andrea" dal dicembre dello stesso anno dopo aver presentato domanda di asilo presso quello che allora era il Centro di identificazione ed espulsione di Milo. La sua domanda è stata respinta dalla Commissione territoriale ma il giovane si trovava ancora ospitato nella struttura valdericina a causa del ricorso presentato contro la decisione. Come riferito dai sostituti Anna Trinchillo e Franco Belvisi, le indagini sono avvenute in un contesto non facile anche perché la donna non ricordava pressoché nulla delle fasi dell'aggressione. La borsa della vittima, da cui mancavano il denaro e il telefono cellulare, era stata poi ritrovata a poca distanza dal terreno dove il 25enne nigeriano aveva trascinato e abbandonato la sua vittima. Le condizioni della donna stanno lentamente migliorando, hanno riferito gli inquirenti, anche se ancora persistono difficoltà nella deambulazione e nell'uso di un braccio a causa dei violenti traumi subiti nella brutale aggressione. Dopo la convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Trapani Omwanta, che ha ammesso la sua responsabilità, anche se il suo racconto contiene quelle che il procuratore Viola ha definito come alcune "fantasiose ricostruzioni dell'accaduto", è stato condotto presso la Casa circondariale di Trapani.

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