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Politica

Coranivurs. Varato il nuovo decreto, altri due mesi di restrizioni

14 Gennaio 2021 09:13, di Redazione
Coranivurs. Varato il nuovo decreto, altri due mesi di restrizioni
Politica
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Roma- Ecco cosa prevede l nuovo Dpcm del GovernoVarato il nuovo decreto, altri due mesi di restrizioni. Vietato andare nelle seconde case fuori Regione fino al 15 febbraio e visite ad amici o parenti in massimo due persone fino al 5 marzo. Stato d'emergenza fino al 30 aprile ed istituzione delle cosidette aree bianche. Sono questi alcuni dei punti contenuti nel nuovo decreto legge sull'emergenza Covid approvato nella serata di ieri, 13 gennaio, dal Consiglio dei ministri
Il consiglio dei ministri convocato ieri sera alle 21,30 in piena crisi politica ha dato il via libera al provvedimento che limita i movimenti dei cittadini anche in fascia gialla e fa entrare direttamente in fascia arancione le regioni che hanno un livello “alto” di rischio.
Le nuove norme saranno in vigore dal 16 gennaio fino al 5 marzo 2021. Il governo decide dunque la stretta perché - come chiarito da Speranza in Parlamento - «dovremo continuare a convivere con la circolazione del virus fino a quando le vaccinazioni non avranno un forte effetto epidemiologico. Non dobbiamo farci nessuna illusione». Mercoledì è stata superata la quota di 800mila dosi somministrate arrivando al 44,6% del personale sanitario.
Il governo decide di ampliare la possibilità di far scattare l’ingresso nelle fasce che prevedono restrizioni e nuovi divieti. Secondo i parametri attuali si entra in fascia arancione con un Rt pari a 1 e in fascia rossa con Rt pari a 1,25. Si è però deciso che vanno in arancione «secondo la medesima procedura ed in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, anche le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto». In questo caso scatta la chiusura di bar e dei ristoranti e il divieto di uscire dal proprio comune. Sono aperti i negozi, i parrucchieri e i centri estetici.
• Spostamento tra Regioni
Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse. Nel decreto è stabilito che «è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». Il divieto vale anche per le regioni che si trovano in fascia gialla.
• I divieti per le seconde case
Per tutto il periodo di durata del decreto è vietato andare nelle seconde case che si trovano fuori regione. Se si è residenti in una regione in fascia arancione è vietato andare nella seconda casa fuori comune. L’unica deroga riguarda motivi di urgenza , ad esempio la riparazione di un guasto oppure per recuperare oggetti o materiale indispensabile. Lo spostamento non deve trasformarsi in un trasferimento, dunque deve avere la durata necessaria a risolvere il problema.
• Solo una visita in due persone a casa di amici e parenti
Per limitare gli incontri è stato stabilito di prorogare la norma che era stata approvata in vista delle festività natalizie. E dunque confermata la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno: «in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi».
• Deroga per i piccoli comuni
«Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».

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