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Donna uccisa a Nubia, il legale: "Anna Manuguerra temeva per la sua vita" - Trapani Oggi

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Cronaca
Paceco

Donna uccisa a Nubia, il legale: "Anna Manuguerra temeva per la sua vita"

21 Novembre 2016 10:36, di Ornella Fulco
Donna uccisa a Nubia, il legale: "Anna Manuguerra temeva per la sua vita"
Cronaca
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Temeva per la sua vita, Anna Manuguerra, la 60enne uccisa  a coltellate ieri mattina a Nubia, frazione di Paceco, dal marito Antonino Madone, 60 anni, carpentiere - dal quale era da poco separata legalmente. La donna lo aveva detto al suo legale, l'avvocato Vincenzo Maltese, che l'assisteva nel procedimento giudiziale per mettere fine ad un legame burrascoso, a causa del temperamento dell'uomo, durato 38 anni. Sarebbero 18 i colpi di coltello che hanno raggiunto in varie parti del corpo Anna Manuguerra togliendole la vita. La donna non ce la faceva più a sopportare violenze fisiche e minacce da parte di quel marito "padrone" che le negava anche il denaro. Per questo motivo - riferiscono alcuni familiari - la donna si arrangiava lavorando occasionalmente come collaboratrice domestica. "Avevo consigliato alla signora - afferma Maltese - di presentare denuncia ma non se l'è sentita, sperava che bastasse la separazione per mettere fine ai suoi problemi. Purtroppo è accaduto il peggio". Intanto proseguono le indagini dei Carabinieri che ieri, nell'immediatezza del delitto, hanno rintracciato e fermato Madone - che appariva in stato confusionale - e sentito uno dei tre figli della coppia, Gaspare, che presta servizio nell'Arma come i due zii, fratelli della madre. Gli altri due ragazzi, Giuseppe e Maria Grazia, saranno ascoltati dal sostituto procuratore Sgarrella, che coordina le indagini, nelle prossime ore. Il magistrato ha già interrogato Madone che avrebbe ammesso la sua responsabilità. L'autopsia sul corpo della vittima è fissata per domani alle 15 ed è stata affidata al professore Paolo Procaccianti del Policlinico di Palermo. L'avvocato Maltese ha anche anticipato che presenterà in Procura una memoria per il riconoscimento dei familiari di Anna Manuguerra come parte offesa, passo preliminare alla loro costituzione come parte civile nel processo a venire. Tra le ipotesi sui motivi che avrebbero scatenato la furia omicida di Madone c'è quella della presunta "gelosia" dell'uomo che avrebbe raccontato in giro, tra gli abitanti della piccola comunità della frazione, di sospettare che la moglie avesse una relazione. Una circostanza che tutti, familiari, parenti e amici e lo stesso legale della donna, smentiscono categoricamente. Allo stesso modo viene smentita la notizia - riportata da alcuni organi di informazione - che l'uomo si sia recato al bar, dopo aver ucciso la moglie, incontrandovi il figlio, ancora all'oscuro di quanto era accaduto nella casa di via della Speranza. Di recente Antonino Madone aveva preso a frequentare assiduamente la chiesa, partecipando anche ad un pellegrinaggio all'estero - riferiscono alcuni parenti della vittima - ma questa non sembrava affatto una "conversione" quanto, piuttosto, il tentativo di crearsi un'immagine di uomo devoto e irreprensibile da contrapporre alla decisione della moglie di andare persino davanti ad un giudice, avviando un procedimento giudiziale e non consensuale, per ottenere la separazione.

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