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Mazara del Vallo | Cronaca

Ferimento pescatore mazarese. Le prese di posizioni

06 Maggio 2021 20:27, di Redazione
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Arrivano puntuali le prese di posizioni da parte dei rappresentanti della politica regionale e nazionale dopo la notizia che la Guardia costiera libic

Arrivano puntuali le prese di posizioni da parte dei rappresentanti della politica regionale e nazionale dopo la notizia che la Guardia costiera libica ha sparato contro un peschereccio amzarese, ferendo al braccio il comandante.

«Basta! Non ne possiamo più di queste azioni di violenza delle motovedette libiche contro i nostri motopescherecci. Non è tollerabile che i pescatori siciliani debbano andare a lavorare nelle acque internazionali con l’incubo di finire arrestati, sequestrati o persino mitragliati, senza colpa alcuna. Il governo italiano apra finalmente un confronto serio e risolutivo con Tripoli. Non vorrei pensare che per Roma la legittima tutela di interessi economici con la Libia debba fare dei pescatori siciliani una sorta di carne da macello”.Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo l’attacco di oggi, al largo di Bengasi, di un motopeschereccio di Mazara del Vallo da parte di motovedette libiche, col ferimento del vicecomandante del natante siciliano.

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Ancora una tragedia sfiorata, l'ennesimo gravissimo episodio che vede come vittime i nostri pescatori siciliani. Questo pomeriggio il capitano del motopesca Aliseo è rimasto ferito a seguito di alcuni spari di avvertimento partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica a circa 75 miglia a nord est di Tripoli. "Anche a distanza ho seguito con apprensione le fasi immediatamente successive all'accaduto, tenendomi in contato con la Farnesina". Ha affermato il senatore M5S Vincenzo Santangelo. "La notizia più importante riguarda le condizioni di salute dei nostri pescatori che nelle prossime ore rientreranno a Mazara, mentre il capitano dell'imbarcazione ha riportato lievi ferite. Si tratta di un fatto molto grave e in alcun modo giustificabile. Auspico un intervento risolutivo da parte della Farnesina per garantire l'incolumità dei pescatori siciliani che lavorano in quel tratto di mare.
Non è più tollerabile che ogni battuta di pesca rischi di trasformarsi in una tragedia e non vogliamo più vivere l'incubo della prigionia subito lo scorso autunno dai nostri pescatori e dalle loro famiglie" ha concluso il senatore Santangelo. 

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“Il Governo italiano faccia chiarezza una volta per tutte, prenda una posizione nitida sulla questione della pesca nel Mediterraneo, e in particolare di quel tratto di mare a largo delle coste della Libia, oggetto di scorribande da parte di alcuni soggetti che lo hanno dichiarato unilateralmente di propria pertinenza, seppur mai riconosciuta dai Governi o da Istituzioni internazionali. I nostri pescatori non possono rischiare la vita ogni volta che vanno per mare. Ci chiediamo cosa si faccia concretamente a tutela dei nostri lavoratori. Lo Stato italiano offre cooperazione a quello libico, ma di contro ci pare che non ottenga abbastanza”. 

Lo affermano i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Giovanni Di Dia, Franco Nuccio e Tommaso Macaddino a seguito del gravissimo episodio che ieri ha visto coinvolto il peschereccio di Mazara del Vallo “Aliseo”, con il ferimento del comandante Giuseppe Giacalone dopo che la guardia costiera libica ha aperto il fuoco contro l’imbarcazione. 

“Occorre che le istituzioni diano la possibilità ai nostri pescatori di lavorare in sicurezza – aggiungono -. Ormai tutto questo non è più tollerabile. Il Ministero degli Esteri ha il dovere di tutelare i propri uomini e far sentire la propria voce in maniera autorevole”.

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