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Cronaca

La Alan Kurdi ancora alla ricerca di un porto. In attesa anche la Aita Mari (VIDEO)

14 Aprile 2020 18:07, di Redazione
La Alan Kurdi ancora alla ricerca di un porto. In attesa anche la Aita Mari (VIDEO)
Cronaca
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 “È il nostro nono giorno in attesa di un porto sicuro: abbiamo 149 migranti a bordo, a cui si aggiungono le venti persone dell’equipaggio. Siamo troppi, il tempo sta peggiorando e la situazione potrebbe diventare molto pericolosa”. A parlare al sito giornalistico di Redattore Sociale è Sophie Weidenhiller, portavoce dell’ong Sea Eye, che lo scorso 6 aprile ha operato un salvataggio in mare con la nave Alan Kurdi, a largo della Libia. Dopo aver chiesto di poter sbarcare in Italia o a Malta, senza ottenere risposta, l’ong è ora in attesa di una soluzione: intanto il carburante scarseggia, mentre un rifornimento di viveri è arrivato dall’Italia domenica di Pasqua da parte della guardia costiera italiana. La Alan Kurdi con il suo carico umano sta ancora aspettando ordini, fermi a nord della Sicilia. "Apprezziamo davvero l'offerta generosa e umanitaria dell'Italia di trasferire i nostri ospiti su una nave più grande in cui possano ricevere adeguate cure dice ancora Sophie Weidenhiller, portavoce dell’ong Sea Eye - siamo incredibilmente grati per questa proposta. Tuttavia, non abbiamo ancora ricevuto alcun ordine ufficiale e soprattutto nulla dal nostro stato di bandiera Germania, che è responsabile in questa situazione e deve darci una risposta”. Domenica scorsa, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, di concerto con la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, ha firmato un provvedimento per il trasbordo su una nave dei migranti salvati in mare da Sea Eye. Qui i migranti potranno osservare il periodo di quarantena ed essere assistiti dal personale della Croce Rossa"
Nonostante la firma del provvedimento però la Alan Kurdi è ancora “bloccata in mare senza una soluzione ufficialmente confermata - aggiunge la portavoce ancora a Redattore Sociale-. finora le persone stanno reagendo abbastanza bene, non c’è nessun segno di coronavirus tra l'equipaggio e gli ospiti. Si registrano solo alcune malattie croniche come il diabete, inoltre, in molti riportano segni di tortura, dopo essere passati dalle carceri in Libia.  Sarebbe opportuno ora portare le persone su una grande nave per essere assistiti, le persone hanno bisogno di uno spazio sicuro dove stare. Non abbiamo mai avuto così tante persone a bordo. Inoltre se il tempo peggiora e c'è molto moto ondoso può diventare molto pericoloso. "Speriamo in una soluzione rapida. Aspettiamo che la Germania risponda, abbiamo contattato le autorità tedesche dall’inizio del rescue, abbiamo chiesto di prendersi la responsabilità del coordinamento e di non lasciare l’Italia sola in questa situazione”. 
Oltre alla Alan Kurdi resta in attesa di un porto sicuro anche la Aita Mari. La nave dell'ong basca era diretta verso Bilbao con un equipaggio minimo marittimo, senza equipaggio Sar, quando ha ricevuto un Navtex di Malta che denunciava la presenza di un'imbarcazione in pericolo a sud dell'isola. Si è diretta verso l'ultima posizione nota  divulgata da Alarmphone e ha trovato il gommone in condizioni precarie con a bordo 43 persone tra cui due donne (una incinta) e sei persone senza sensi. Le persone si trovavano in mare da più di quattro giorni.
L'equipaggio ha immediatamente distribuito cibo e acqua e richiesto supporto medico a Malta che ha promesso l'invio di un elicottero con un medico a bordo. Mentre l'equipaggio della nave attendeva l'elicottero, il gommone ha iniziato a imbarcare acqua e l'equipaggio, seguendo le indicazioni del centro di coordinamento maltese, ha preso a bordo dell'Aita Mari tutte le persone che si trovavano sul gommone.  All'arrivo dell'elicottero però le condizioni meteo erano ulteriormente peggiorate e Malta ha annullato la missione considerando troppo pericoloso fare scendere il medico. La nave ha quindi richiesto un place of safety e l'invio di un medico via mare ma si è vista rifiutare entrambe le richieste da Malta. Ora dunque anche l’Aita Mari attende una soluzione mentre si trova tra Lampedusa e Malta con condizioni meteo-marine proibitive e 43 persone stremate a bordo. Tra loro c’è un bambino di 7 anni e altri minori non accompagnati. 

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