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L'appello dell'assessore regionale Samonà: "Il governo nazionale riapra i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura"

27 Ottobre 2020 13:10, di Redazione
L'appello dell'assessore regionale Samonà: "Il governo nazionale riapra i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura"
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L'assessore regionale ai Beni Culturali e all'Identità Siciliana, Alberto Samonnà ha invitato il Governo nazionale a riaprire  immediatamente i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura. Samonà chiede anche la modifica del il dpcm Conte nella parte in cui dispone la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, delle palestre, dei centri culturali e sportivi e delle piscine."Un simile provvedimento, infatti, non tiene conto del fatto che non si può contrastare l'emergenza covid, condannando a morte centinaia di migliaia di attività e gettando nell'incertezza milioni di persone che adesso non sanno più cosa inventarsi per sopravvivere. Per queste ragioni, il governo DEVE riaprire il confronto con le regioni, non relegandole a mere destinatarie di provvedimenti calati dall'alto, ma riconoscendone il loro ruolo di cerniere indispensabili con il Paese reale. Questo diventa improcastinabile in quelle regioni autonome, proprio come la Sicilia, in cui vi è competenza concorrente con lo Stato in materia sanitaria".
Samonà aveva anche sottoscritto l’appello di “Cultura Italiae” al Presidente Conte e al Ministro Franceschini per una revisione delle misure interdittive previste nei confronti di teatri, cinema e di tutti quei luoghi in cui si svolgono attività culturali e di spettacolo.
"Trovo inaccettabili le misure assunte dal Governo nazionale con l’ultimo Dpcm che sembrano voler penalizzare una categoria produttiva che ha investito in bellezza e sicurezza. Frequentare oggi un teatro e un luogo della cultura è molto meno rischioso di quanto non lo sia andare a fare la spesa in un centro commerciale o prendere un mezzo pubblico. Gli operatori culturali hanno fatto enormi investimenti e sono in grado di offrire spettacoli in sicurezza. La necessità di garantire la salute dei cittadini non può farci perdere di vista la ragione. Perché un provvedimento venga rispettato e sentito come giusto, infatti, è necessario che sia razionale e proporzionato, cosa che in questo momento, sembra essere sfuggita all’attenzione del legislatore.  La Regione Siciliana già da dopo il "lockdown" ha puntato sulla bellezza e sulla cultura per curare le cicatrici e contrastare il grave momento di sconforto vissuto. Sarebbe davvero grave se oggi, con una valutazione superficiale, si privassero i cittadini di sognare e gli operatori della cultura di provvedere alle proprie famiglie. È per tutto questo che ho voluto aggiungere, goccia nell’oceano, la mia voce a quella dei tanti altri sottoscrittori".

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