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Polizia Postale. Nel 2021 rilevati oltre 5 mila attacchi cyber a siti e infrastrutture critiche

04 Gennaio 2022 11:54, di Redazione
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Accertato boom di reati online su pedopornografia, 137 gli arresti, 29 mila i siti visionati

E' tempo di bilanci per Cnaipic, Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Nel corso del 2021 ha infatti gestito 5.434 attacchi informatici significativi, una media di 15 al giorno, ai danni di servizi informatici di sistemi istituzionali, infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale, infrastrutture sensibili di interesse regionale, grandi imprese. Sono stati invece 110.524 gli alert di sicurezza riferibili a minacce per sistemi informatici/telematici oggetto di tutela del Centro e 60 le richieste di cooperazione arrivate nell'ambito della Rete 24-7 "High Tech Crime" del G7.

Dal report delle attività della Polizia postale e delle comunicazioni, negli stessi dodici mesi le indagini avviate dal Centro e dai Compartimenti hanno portato alla denuncia di 187 persone per accesso abusivo e danneggiamento di sistemi informatici afferenti sistemi critici o servizi essenziali, diffusione di malware, trattamento illecito di dati su larga scala. In tempi di pandemia, un'attenzione particolare è stata dedicata alla lotta a falsificazione e commercializzazione di green pass illegali, sia sul clear che sul dark web.

Sono 101 le persone appartenenti alla "complessa galassia dei movimenti No vax e No Green pass "denunciate nel 2021 dalla Polizia postale e delle Comunicazioni che sta dedicando da tempo una "specifica attività di monitoraggio" ai gruppi attivi su varie piattaforme online che incitano alla violenza contro le istituzioni e organizzano eventi o manifestazioni non autorizzate. Sono stati oltre 300 i canali su piattaforme di messaggistica e gli spazi web controllati. Operazioni di polizia con denunce, perquisizioni e chiusura di canali Telegram - sono state coordinate in particolare dalle procure di Milano, Torino, Genova e Roma.

Pedopornografia: boom di reati online, 137 arresti

Forte incremento nel corso del 2021 dei reati di sfruttamento sessuale dei minori e di adescamento online: sono stati eseguiti 137 arresti (+98,5% rispetto ai 69 dell'anno precedente e +127% rispetto al 2019, pre pandemia) e indagate 1.400 persone (+17,1%, erano state 1.192 nel 2020). E' quanto emerge dal consuntivo di dodici mesi di attività della Polizia postale e delle comunicazioni.  Nello stesso arco di tempo, i casi complessivamente trattati dal Cncpo, il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online, sono stati 5.515 (il 70% in piu' rispetto all'anno precedente e il 295% in piu' rispetto al 2019): le perquisizioni eseguite nel 2021 sono state oltre 1.400, l'87% in piu' dell'anno prima; 280.106 (+30,2%) i Gb di materiale sequestrato.

Sul fronte della prevenzione, sono stati monitorati oltre 29 mila siti web, 2.539 dei quali, risultati di carattere pedopornografico, sono stati oscurati mediante l'inserimento nella black list istituita ai sensi della legge 38/2006. Nell'ambito dei reati contro la persona commessi sempre attraverso la rete, rilevante e' l'aumento dei fenomeni di sextortion (984, il 54% in piu' rispetto al 2020) e revenge porn (225, il 78% in piu') con oltre 500 casi trattati e 190 autori di reato denunciati. In crescita (+23%) anche i reati di stalking. Nel complesso per reati contro la persona commessi sul web sono state deferite all'autorita' giudiziaria oltre 1.400 persone.

Stalking, revenge porn, sextortion: sono i reati contro la persona commessi attraverso la rete che hanno visto un'impennata nel 2021, secondo i dati.  In particolare, i casi di sextortion, cioè di estorsione a sfondo sessuale, sono stati 984, con un incremento del 54%rispetto al 2020; quelli di revenge porn 225 (+78%) e quelli di stalking 176 (+23%).  Nel complesso per reati contro la persona commessi sul web, sono stati denunciati oltre 1.400 soggetti.

Frodi online: oltre 36 milioni sottratti alle imprese

Continua a crescere anche il fatturato del 'financial cybercrime'. Secondo il bilancio della Polizia postale nel 2021 si sono registrati ben 126 attacchi informatici ai sistemi finanziari di grandi e medie imprese, per un ammontare complessivo di oltre 36 milioni di euro sottratti illecitamente mediante complesse frodi telematiche; 17 di questi milioni sono stati recuperati proprio grazie al tempestivo intervento della Polizia postale.      

Secondo gli investigatori, "gli attacchi al mondo dell'impresa mediante frodi basate su tecniche di social engineering risultano particolarmente condizionati dalla pandemia in corso, soprattutto per l'utilizzo diffuso di sistemi di comunicazione per la gestione economica da remoto, conseguenti all'adozione su larga scala di processi di smart-working". E in merito ai fenomeni di phishing, smishing e vishing - tecniche utilizzate per carpire illecitamente dati personali e bancari - si rileva un sensibile aumento dei casi trattati dalla Specialità (+27%) per un totale di oltre 18 mila reati di furto di credenziali per accesso ai sistemi di home banking, di numeri di carte di credito, di chiavi private di wallet di cryptovalute: 781 le persone denunciate. Le indagini riguardanti il fenomeno delle truffe online in materia di e-commerce ovvero nell'ambito di piattaforme per l'offerta di beni e servizi, hanno consentito infine l'individuazione di oltre 3.200 presunti autori deferiti all'autorità giudiziaria.

Terrorismo: oscurati 471 siti, 39 denunce

Sono stati controllati 117.000 spazi web dalla polizia postale e delle comunicazioni nel 2021. Tra questi : 1.095 sono risultati caratterizzati da contenuti illeciti, 471 siti sono stati oscurati. Per quanto riguarda il cyberterrorismo, e in generale dell’estremismo in rete, gli investigatori hanno lavorato alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. Con riferimento alle attività investigative di settore, denunciati 39 soggetti ritenuti responsabili di attività di propaganda jihadista, ovvero legati all’estremismo di destra o a movimenti anarchici.

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