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Castelvetrano | Cronaca

In manette un cyberstalking, si tratta di un uomo di 33 anni di Nuoro

21 Ottobre 2020 16:35, di Redazione
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L'operazione è stata effettuata dalla sezione Postale della polizia di Trapani

Arrestato con l'accusa cyberstalking, ossia di atti persecutori perpetrati tramite il web. Si tratta di un uomo di 33 anni di Nuoro. L'uomo non aveva accettato la fine di una relazione sentimentale  instaurata via internet con una donna di 34 anni di Castelvetrano. Così aveva iniziato a perseguitarla. L'uomo è accusato del reato di cyberstalking, ossia di atti persecutori perpetrati tramite il web, violenza privata e illecita interferenza nella vita privata. L'operazione è stata effettuata  dalla sezione Postale della polizia di Trapani, in collaborazione con la Sezione di Nuoro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala.

La denuncia nei confronti dell'uomo era scattata ad inizio di quest’anno. La donna aveva raccontato agli agenti  che non riusciva ad interrompere una relazione sentimentale “virtuale” con l'uomo, che aveva iniziato a perseguitarla in vari modi, minacciandola di divulgare il materiale a sfondo sessuale, audio e video, che i due avevano prodotto durante il rapporto amoroso a distanza. La donna quindi veniva obbligata a restare varie ore al telefono con lui e a tentare “approcci”, sempre al telefono, in diretta, con uomini sconosciuti.

Le indagini sono state effettuate dalla Polizia Postale, che ha sentito diverse persone, analizzato i tabulati informatici e telematici, che hanno confermato le dichiarazioni della vittima.

Su disposizione della Procura di Marsala sono state effettuate due perquisizioni nei territori di Castelvetrano e Nuoro, alla ricerca degli smartphone, tablet e pc utilizzati, che sono stati poi analizzati per l’acquisizione delle prove informatiche. Gli elementi raccolti hanno consentito di accertare che si trattava del  primo caso di cyberstalking, in provincia di Trapani.

A marzo scorso il GIP del Tribunale di Marsala ha emesso nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna ed il divieto di comunicare con lei con qualsiasi mezzo. l provvedimento  però si è rilevato insufficiente, tanto che lo scorso 15 ottobre,  l’indagato è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con il divieto di comunicazione, con qualsiasi modalità, con persone diverse da quelle con lui conviventi.

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