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Trapani | Cronaca

Rapporto Ecomafie 2023, presente anche il caso del posteggio del Parco Archeologico di Segesta

20 Marzo 2024 15:21, di Redazione
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SGS: "Una borsa di ricerca con i soldi sottratti alle mafie"

Il caso di malaffare sollevato e denunciato sulla stampa dalla Società Geografica Siciliana relativamente al posteggio Segesta è stato inserito nel Rapporto ECOMAFIE 2023 edito annualmente da Legambiente.

Il volume, presentato oggi alle 17, a Trapani presso l’Istituto Scolastico Nunzio Nasi alla presenza del Procuratore Capo di Trapani Gabriele Paci, ogni anno affronta e censisce i reati di mafia perpetrati nei confronti dell'ambiente e del patrimonio paesaggistico e artistico italiano.

Legambiente ha inserito, tra i tanti abusi che riguardano la Sicilia, anche il caso del parcheggio di Segesta gestito dalla mafia del Trapanese e che è stato chiuso dalle forze dell’Ordine. La Società Geografica Siciliana, associazione di ricerca e divulgazione in ambito storio, ambientale e archeologico, fu l’unica, a suo tempo, a denunciare questa anomalia ben capendo la poca trasparenza alla base di un simile business alle spalle della collettività, dei turisti e del Parco Archeologico stesso.

“Abbiamo fatto bene - commenta Massimo Mirabella,  Antropologo ed etnoarcheologo, presidente della SGS a denunciare ripetutamente quanto avveniva in quel posteggio gestito, come ci si è accorti successivamente, dalla mafia. La nostra Associazione è oggi Parte Civile al processo e il nostro scopo è rimarcare l’interesse pubblico per un Parco archeologico così importante che era diventato una gallina dalle uova d’oro per la malavita Abbiamo intenzione, in sede processuale, di chiedere un forte risarcimento per i danni di immagine procurati al Parco e per tutte quelle componenti della società Civile che sono state defraudate da un sistema come quello che si era venuto a creare attorno all’incoming turistico. Presenteremo alla Corte una richiesta di ristoro economico che punti a recuperare quante più risorse possibili ai danni dei malfattori. Soldi questi che saranno da noi, di concerto con il Parco, investiti in borse di studio e ricerca nell’area del Parco e per il rilancio dell’immagine di Segesta per mezzo di promozione sui social media”.

“Siamo fiduciosi - conclude Mirabella -  che la Corte deciderà, tra le misure da adottare, anche lil recupero dei proventi di origine illecita realizzati a danno del Parco e degli ignari turisti affinché possano essere riutilizzati a vantaggio della collettività".

La SGS, lo ricordiamo, è al momento l’unica parte Civile al processo Isca ed altri in corso di svolgimento presso il Tribunale di Trapani ed è difesa dall’avvocato Elo Lo Bello del Foro di Palermo.

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