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"A passo nello spazio" seduti in poltrona per il pubblico trapanese di Panorama d'Italia

26 Novembre 2016 17:49, di Ornella Fulco
"A passo nello spazio" seduti in poltrona per il pubblico trapanese di Panorama d'Italia
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La "nuova frontiera" dell'esplorazione spazialesono gli esopianeti, cioè quei corpi celesti che si trovano fuori del nostro sistema solare. Mentre si avvicina il giorno in cui gli uomini, e non solo le sonde, sbarcheranno su Marte, gli scienziati sono a caccia, e sembrano averlo trovato, di un pianeta con caratteristiche simili alla Terra. Se n'è parlato, stamattina, alla chiesa di Sant'Alberto in via Garibaldi, con il direttore di "Focus", Jacopo Loredan, e i suoi ospiti, Barbara Negri, responsabile dell’esplorazione e dell’osservazione dell’universo dell’Asi, e l'astronauta Umberto Guidoni, nell'ambito degli incontri di Panorama d'Italia. Al momento attuale, però, resta Marte il candidato più prossimo su cui inviare astronavi con equipaggi umani. “Il pianeta rosso ha delle caratteristiche molto simili a quelle della terra - ha spiegato Barbara Negri - ma se vogliamo creare delle situazioni di abitabilità per l’uomo dobbiamo risolvere, in particolare, il problema dalle radiazioni la cui potenza, a causa della ridotta atmosfera del pianeta, sterilizza la superficie,  cancellando ogni forma di vita". Uno degli obiettivi delle ricerche attuali è trovare l’acqua sul pianeta. Le immagini disponibili parlano chiaro, il prezioso liquido era presente, in passato, su Marte. Gli studi europei si stanno concentrando sull’atmosfera e sul sottosuolo. In particolare, ha detto Negri, “l’Italia fornirà un trapano che prenderà campioni a due metri di profondità, li porterà in un rover che conterrà un laboratorio molto avanzato per analizzare il materiale prelevato”. L'atterraggio su Marte può riservare diverse insidie, come dimostrato di recente dalla vicenda della sonda Schiaparelli. "Il paracadute per la discesa delle capsule su Marte non è sufficiente - ha spiegato Guidoni - perchè l'atmosfera è rarefatta rispetto a quella della Terra, servono  perciò anche i retrorazzi". “Il fatto è - ha aggiunto la responsabile dell'Asi - che l’Europa ha deciso di atterrare su Marte nel periodo delle tempeste che coincideva con quello in cui la Terra e il pianeta rosso sono più vicini e questo elemento ha creato sul paracadute forti oscillazioni, fornendo agli strumenti indicazioni sbagliate. A quel punto il computer ha spento i retrorazzi troppo presto”. Quanto alla ricerca di pianeti simili alla Terra, la missione Kepler sta scandagliando la nostra galassia: sono stati individuati 800 pianeti. Quello battezzato "Proxima b centauri" orbita in 11 giorni, ha una stella nana rossa che si trova a circa 4 anni luce e, probabilmente, è roccioso. Potrebbe essere qui il futuro dell’Uomo? In ogni caso, diamogli scienziati, la ricerca non si fermerà: “ci sprona la sopravvivenza, la Terra ha una fine  e dobbiamo cerare un altro luogo dove perpetuare la nostra specie”. Umberto Guidoni ha rievocato la sua esperienza nello spazio, a bordo dello Shuttle e della Stazione spaziale internazionale, accompagnato da immagini emozionanti sulla partenza della navetta statunitense, la vita nella stazione e le straordinarie immagini della Terra vista dallo spazio. L'incontro si è concluso con un approccio alla realtà virtuale. Il direttore di "Focus" ha introdotto l'esperienza di virtual reality resa possibile dalla Cardboard e dalla app per smartphone realizzate appositamente dal giornale per i partecipanti all'evento. Utilizzando il particolare visore, il pubblico ha potuto esplorare gli ambienti della Stazione spaziale Internazionale che orbita a 400 chilometri dalla superficie terrestre alla velocità di 28.000 chilometri all'ora e provare la sensazione di starci dentro e di effettuare passeggiate spaziali.

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