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Accoglienza migranti, il Prefetto Falco: "Potremmo fare di più"

12 Giugno 2014 17:11, di Ornella Fulco
Accoglienza migranti, il Prefetto Falco: "Potremmo fare di più"
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Milleottocento posti  trovati in otto mesi oltre ai duecentosessanta già esistenti al Cara di Salinagrande. Questi i numeri dello sforzo operato dalla Prefettura di Trapani per dare, come ha sottolineato il prefetto Leopoldo Falco, "una risposta adeguata e umana ad una emergenza senza precedenti". La "questione migranti" è stata al centro della conferenza stampa tenutasi oggi al Palazzo del Governo: Falco  ha comunicato che, almeno per il momento,  non saranno attivati ulteriori centri per ospitarli oltre a quelli già in funzione sparsi sul territorio provinciale. "Rischieremmo - ha spiegato - di dover tenere bloccate qui queste persone per periodi ben superiori ad un anno". L'unica Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, infatti, deve occuparsi dei territori di Trapani, Agrigento ed Enna e, attualmente, non è in grado di smaltire in tempi più rapidi le pratiche. Nel 2013 sono state poco oltre 1450 le posizioni definite. Troppo poche - servirebbe che si esaminassero almeno 6.000 pratiche all'anno - per ridurre a tempi accettabili, circa quattro mesi, l'attesa. "Avremmo la possibilità - ha precisato il prefetto - di attivare altri 900 posti ma ho scelto di fermarmi proprio per questo motivo. Attendiamo risposte, su questo aspetto, dal Governo, spero già dalla riunione con il ministro Alfano in programma sabato prossimo a Catania, a fronte del grande sforzo che si sta facendo con l'operazione Mare Nostrum". Falco ha anche motivato la decisione di affidare l'ospitalità dei migranti a strutture in grado di accoglierne solo piccoli numeri. "Credo sia la scelta giusta, sia perchè favorisce l'integrazione e la convivenza con le comunità locali, sia per evitare situazioni di 'monopolio' che potevano nascondere altri tipi di speculazioni. Ho rilevato l'interesse della criminalità - ha continuato - e privilegiare le piccole strutture va anche nel senso di contrastare gli interessi illeciti. Mentre prima erano tre, quattro soggetti a gestire l'accoglienza adesso sono almeno una ventina ad occuparsi  dei migranti e anche il sistema dell'affidamento diretto ha, finora, funzionato. Abbiamo accettato tutti coloro che si sono proposti, tranne un paio di casi che non presentavano le garanzie necessarie". Falco ha spiegato che l'affidamento diretto è stato imposto dall'emergenza sbarchi su indicazione del Ministero dell'Interno e che non si tratta - quindi - di una scelta particolare della Prefettura di Trapani. E proprio su questo ultimo punto il prefetto ha voluto precisare la sua posizione nei confronti della società, riconducibile all'imprenditore castelvetranese Giuseppe Scozzari, che gestisce una struttura di ospitalità in provincia di Trapani. "Dopo il suo rinvio a giudizio per la vicenda del Cie e del Cara di Gradisca di Isonzo, abbiamo deciso - per ragioni di opportunità - di non autorizzagli l'apertura di altri centri. Quello che una sua società gestisce attualmente a Castelvetrano (ndr. "Baglio Elia") è stato aperto prima dell'avvio della vicenda giudiziaria. In attesa che venga pronunciata una sentenza non ho nessun elemento per poter revocare quanto già concesso. In Italia - ha sottolineato Falco - esiste per tutti la presunzione di innocenza e se facessi diversamente - laddove poi arrivasse una sentenza di assoluzione - avrei creato un danno ingiusto ad un'impresa del quale verrei chiamato a rispondere". "In ogni caso - ha proseguito il prefetto - proprio perchè desidero evitare il crearsi di qualsiasi ombra o sospetto sul mio operato, ho trasmesso tutti gli atti alla Procura della Repubblica di Trapani, del cui operato mi fido ciecamente, che farà, eventualmente, gli approfondimenti che ritiene necessari".

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