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Addio all'ex procuratore di Trapani Giacomo Bodero Maccabeo

11 Luglio 2023 17:17, di Redazione
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Per cinquanta anni è stato una figura di riferimento della magistratura italiana

Di Rino Giacalone - E’ scomparso ieri all’età di 83 anni il procuratore Giacomo Bodero Maccabeo. E’ stato Procuratore della Repubblica a Trapani dal 2003 al 2011. E’ deceduto a Como, nella sua città, dove nei quattro anni antecedenti il suo pensionamento ha ricoperto l’incarico di capo di quella Procura. Sotto la sua direzione, la Procura di Trapani sviluppò tutta una serie di indagini che trovarono anche sfogo nel lavoro investigativo antimafia che nello stesso periodo venne sviluppato dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo.

Attraverso precise indagini, come quelle sulla corruzione all’interno della pubblica amministrazione, e gli appalti pilotati, il lavoro inquirente della magistratura trapanese permise alla Procura di Palermo di poter disvelare i rapporti tra mafia, impresa e politica nel trapanese. Nell’ambito del processo contro l’ex sottosegretario agli Interni, Antonio D’Alì, oggi in carcere per scontare una condanna a sei anni per concorso esterno in associazione mafiosa, fu sentito dal sostituto della Procura Generale di Palermo, Nico Gozzo, a proposito della telefonata scambiata con l’allora capo della Polizia Gianni De Gennaro, che da lì a poco doveva avere un incontro con il sottosegretario che secondo le intercettazioni ascoltate proprio durante indagini condotte dalla magistratura , si apprestava a chiedere il trasferimento da Trapani del capo della Squadra Mobile Giuseppe Linares. L’intervento del Procuratore Bodero Maccabeo impedì che ciò potesse avvenire. Nato a Canelli (Asti) e trasferitosi a Como con la famiglia nel 1946, in magistratura dal 1967, Giacomo Bodero Maccabeo è stato per 36 anni alla giudicante e per oltre 11 alla requirente in sei distretti di Corte d’Appello.

Tra gli incarichi direttivi che gli sono stati affidati, è stato presidente del Tribunale di Tortona (Alessandria) e poi è arrivato in Sicilia, dove è stato dapprima presidente di sezione della Corte di Appello di Caltanissetta e successivamente arrivò alla Procura di Trapani. Ma ha lavorato anche nei Palazzi di Giustizia di Milano, Sondrio e Locri. Un procuratore sempre presente sul fronte delle indagini e che però si è sempre distinto per il rapporto con la comunità, sia a Trapani e sopratutto a Como nella sua città, con la quale si è sempre relazionato in nome della difesa della legalità. Tante le sue passioni, in particolare il tennis: “un buon pm – amava ripetere – deve fare come un buon tennista, correre molto e parlare poco”. Al suo attivo anche una parentesi politica: nel 1994 nel collegio di Como fu candidato al Senato per la lista “Patto per L’Italia” (formazione di centro fondata da Mario Segni), sfido’ l’ideologia della Lega Gianfranco Miglio, non riuscivo i a batterlo ma ottenne quasi il 20 per cento, circa 30 mila voti , non sufficienti a fermare la valanga leghista di oltre 80 mila voti. Esperienza politica che lui amava spesso ricordare, avendo sfidato quel movimento che con Miglio puntava a frantumare l’Italia. Lui scese in campo per opporsi.

Tra le sue passioni anche quella per il giornalismo. E’ stato iscritto anche all’Ordine dei Giornalisti e durante la sua guida alla Procura di Trapani ebbe occasione di partecipare anche ad un congresso regionale del sindacato che si svolse a San Vito Lo Capo. Ai familiari offriamo la nostra vicinanza e il nostro cordoglio, non un pensiero retorico ma carico di quell’affetto che pur nella distinzione dei ruoli abbiamo avuto modo di scambiarci con il procuratore Bodero Maccabeo, durante la sua determinata e incisiva presenza a Trapani.

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