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Alcamo | Cronaca

Armando Palmeri ex collaboratore di giustizia, sarebbe morto per cause naturali

23 Marzo 2023 18:45, di Laura Spanò
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Eseguita ieri l'autopsia

AGGIORNAMENTO ore 19.06  - "Abbiamo apprezzato la cautela con cui la Procura di Palermo ha scelto di   appurare  le cause del decesso di Palmeri così da non lasciare spazio a dubbi presenti o futuri. Ancora oggi, all'esito dell'autopsia, non sono note le cause del decesso per le quali si dovrà attendere l'esame istologico e tossicologico.  Attendiamo con serenità l'esito delle indagini che abbiamo affidato ad un nostro consulente di parte, il Dott. Manfredi Rubino". A parlare è  l'avvocato Alessandra Maria Delrio, legale di Armando Palmeri.

Armando Palmeri, ex collaboratore di giustizia da quanto emerge dall'esame autoptico sarebbe morto per cause naturali. Ieri è stata eseguita all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo l’autopsia sul corpo di Palmeri, trovato morto nella sua abitazione di contrada Bosco Falconeria a Partinico. Secondo le prime ispezioni sul corpo di Palmeri sarebbe morto per cause naturali.

Per sciogliere ogni dubbio si dovranno attendere gli esiti degli esami istologici e quelli tossicologici. La salma sarà restituita alla famiglia per celebrare i funerali.

Lunedì scorso Palmeri avrebbe dovuto deporre in tribunale a Caltanissetta nell’ambito del processo sulle stragi del ’92. In programma un confronto con l’ex chirurgo alcamese Baldassare Lauria. Era stato Palmeri a fare il nome del medico in una delle dichiarazioni rese ai magistrati. Per l’ex collaboratore di giustizia, Lauria avrebbe preso parte ad almeno tre incontri, nella primavera del 92, tra Alcamo e Castellammare, tra esponenti mafiosi e uomini dei servizi segreti, poco prima delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Negli ultimi giorni Palmeri avrebbe manifestato preoccupazione e timori per la propria sicurezza tanto da richiedere al tribunale nisseno, attraverso il proprio legale, di comparire in videoconferenza. Palmeri era braccio destro di Vincenzo Milazzo, boss della cosca di Alcamo, considerata la Delta Force di Cosa Nostra: perché formata da killer esperti nell'uso di armi da guerra, l'ideale per chi voleva fare la guerra allo Stato aveva detto Palmeri. Di recente ha rivelato ai magistrati della DDA l'identità di uno dei due uomini dei servizi che avevano incontrato il boss Milazzo. Ha confermato di aver visto un traffico di materiale nucleare nelle campagne di Alcamo, che forse veniva spedito nel sud del mondo per costruire bombe sporche. Un traffico forse destinato a finanziare gli stragisti e la campagna di destabilizzazione del paese. Ma la risposta è nel verbale secretato dell'interrogatorio di Palmeri. Ma ora anche lui è morto.

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