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Buco nel muro della cella, sventato tentativo di evasione dalla Casa circondariale - Trapani Oggi

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Cronaca
Trapani

Buco nel muro della cella, sventato tentativo di evasione dalla Casa circondariale

05 Settembre 2017 15:04, di Ornella Fulco
Buco nel muro della cella, sventato tentativo di evasione dalla Casa circondariale
Cronaca
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Immagine di repertorio Avevano scavato un foro nel muro della cella, e  - come nei migliori romanzi d'appendice - ci lavoravano, utilizzando dei supporti metallici, fino a quando non fosse stato possibile passarvi attraverso e fuggire ma il loro piano è stato sventato ieri dagli agenti della Polizia Penitenziaria della Casa circondariale di Trapani. Durante una delle ispezioni in una delle camere di detenzione i poliziotti si sono accorti che, dietro un piccolo mobile accostato ad una parete, c'era qualcosa che non andava. Quella che, a prima vista, poteva sembrare una macchia di umidità si è rivelata, invece, la possibile via di fuga dal carcere. Dopo aver scavato, infatti, gli autori impastavano i detriti e li mettevano al posto riempiendo la cavità.L'episodio, che coinvolgerebbe almeno due persone, è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica. A sottolineare la gravità dell'accaduto è il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Gioacchino Veneziano che, in una nota diffusa alla stampa - definisce l'accaduto come "il prezzo che sta pagando la Polizia Penitenziaria e la società italiana rispetto alla spasmodica ricerca della politica e dell’amministrazione di attuare sistemi carcerari più confortevoli per i detenuti che hanno indebolito il sistema di sicurezza dei penitenziari, permettendo ai detenuti di bivaccare fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno, senza tenere conto che le strutture carcerarie costruite negli anni Sessanta non consentono la vigilanza ed il controllo, poiché non c’è personale di Polizia a sufficienza e manca la tecnologia adeguata". Veneziano riferisce che nel reparto dove è stato scoperto il tentativo di fuga, erano in servizio solo "tre poliziotti penitenziari per controllare circa 200 detenuti" fuori dalle celle. Il Segretario provinciale della UILPA Polizia Penitenziaria ricorda che il sindacato ha "più volte denunciato la precaria sicurezza di quel reparto nella attuazione del regime aperto trasmettendo, lo scorso 1 agosto, una durissima relazione al Capo del Dipartimento, al Direttore Generale dei Detenuti, al Capo del Personale del Dipartimento ed al Provveditore delle carceri Siciliane, chiedendo interventi decisi". "Si è evitato il peggio - commenta Veneziano - solo grazie all’intuito e alla grande esperienza del personale di Polizia Penitenziaria. Alla luce di quanto accaduto - prosegue - sono da rivedere i parametri di scelta dei detenuti da immettere a lavoro esterno ed interno, considerato che alcuni dei protagonisti del tentativo di fuga erano lavoranti, quindi avevano la possibilità di conoscere anche le strutture esterne e gli eventuali punti vulnerabili sui quali basare il piano di evasione". Veneziano sottolinea anche le difficoltà derivanti dalle presenza, alla Casa circondariale di Trapani, di "almeno il 40% di detenuti extracomunitari che si stanno contrapponendo con quelli italiani" e sollecita il Capo delle carceri siciliane ad una maggiore movimentazione dei detenuti che si sono macchiati di atti contro il personale di Polizia e contro le regole penitenziarie.

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