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Carcere, gravi problematiche rilevate dalla Uilpa Polizia Penitenziaria - Trapani Oggi

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Carcere, gravi problematiche rilevate dalla Uilpa Polizia Penitenziaria

08 Agosto 2017 12:17, di Ornella Fulco
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"Urgentissimo riscontro", questo è quanto chiede agli organismi preposti il Segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, Gioacchino Venezian...

"Urgentissimo riscontro", questo è quanto chiede agli organismi preposti il Segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, Gioacchino Veneziano, in merito alle criticità riscontrate presso la Casa circondariale di Trapani dopo la visita compiuta nei giorni scorsi insieme al Segretario provinciale, Ignazio Carini, e al Segretario del Nucleo Operativo Traduzioni e Piantonamenti di Trapani Alessandro Liparoti. Secondo i sindacalisti sono numerose le problematiche che mettono a dura prova il personale della Polizia Penitenziaria che opera nel carcere trapanese e che, per diversi aspetti, si ripercuotono anche sui detenuti e sul personale amministrativo. "Partendo dall’ingresso dell’Istituto in corrispondenza della prima portineria e della porta carraia dalla quale si muovono tutti i mezzi motorizzati che accedono ed escono - scrive Veneziano nella relazione finale - manca un impianto di estrazione dei fumi generati dal passaggio degli automezzi, inoltre spesso, per la grave carenza di personale, l’unità di Polizia preposta alla prima portineria deve fronteggiare da sola il flusso di mezzi e di persone dai due diversi ingressi esistenti posti su due fronti opposti e procedure a identificazione, registrazione negli appositi registri, bonifica dei mezzi". Anche la situazione degli uffici "è al collasso, considerato che le stanze a disposizione per gli impiegati amministravi risultano limitate ed anguste, inoltre vi è una gravissima situazione di archiviazione del cartaceo ancora abbondantemente presente nella nostra Amministrazione, con faldoni posizionati in ogni angolo delle già deprimenti stanze". Per gli esponenti della UILPA Polizia Penitenziaria una soluzione potrebbe essere quella di utilizzare i locali degli alloggi demaniali presenti nella Casa circondariale "considerato che per il lungo periodo di disuso ormai stanno andando in malora". "Giungendo alla seconda portineria - prosegue la dettagliata relazione - , luogo di servizio che permette il passaggio all’interno dei reparti detentivi) manca una finestra verso l’esterno per la circolazione e il ricambio dell’aria o un adeguato impianto di areazione. Anche questo delicato posto di servizio quasi sempre è presidiato da un solo agente che deve gestire l’apertura e la chiusura di 5 cancelli (in quanto altri 2 non funzionanti) e, in più, deve identificare, registrare e perquisire tutto il personale civile autorizzato che accedere all’interno dei reparti". Problemi anche nella zona "bar-mensa-caserma” dove sono collocati gli uffici del Comandante di Reparto e del Nucleo Traduzioni, l'ufficio Comando, Servizi, e i vari uffici del NOTP: i sindacalisti hanno riscontrato che l’impianto per il condizionamento dell'aria della mensa agenti non è funzionante "cosicché il personale non ha la possibilità di rigenerarsi neanche durante la pausa, considerate le elevate temperature che si percepiscono in questo periodo, e in molti per poter consumare il pasto si spostano presso il bar-spaccio dove l’impianto di climatizzazione è funzionante. "Abbiamo ricevuto - si legge nella nota - ampie assicurazione da parte del Direttore per un veloce ed incisivo intervento risolutore". Entrando nel cuore del penitenziario trapanese, i rappresentanti della UILPA Polizia Penitenziaria hanno verificato che "al posto di servizio denominato “rotonda Adriatico” - il nuovo padiglione consegnato appena un paio di mesi fa - l’accesso automatizzato e video-gestito al nuovo complesso non è presidiato in quanto tutti gli impianti della stessa postazione sono guasti con cancelli aperti e videocamere spente". Stessa cosa nel nuovo reparto “Adriatico” dove "l’impianto di videosorveglianza non è completamente funzionante da più di un mese e si notano gravi carenze strutturali: perdite di acqua all’interno delle camere dei detenuti, infiltrazioni di acqua nei piani inferiori provenienti dalle sezioni superiori, sanitari montati al contrario, tutte problematiche, peraltro, segnalate appena dopo l’inaugurazione del complesso". Secondo Veneziano, Carini e Liparoti "per il lato est dell’Istituto è necessaria una maggiore copertura in termini di sicurezza passiva, quindi si chiede urgentemente, in corrispondenza dei cortili passeggi, l’installazione di un impianto di videosorveglianza con telecamere a infrarossi". La visita è continuata nel vecchio reparto "Mediterraneo", dove già dall'ingresso "si avverte un pericoloso trambusto creato dalla voce di circa 220 detenuti in quanto le tre sezioni del reparto non sono separate da alcun tetto e sia al primo sia al secondo piano viene adottato il regime a celle aperte", la cosiddetta vigilanza dinamica, come previsto dalla normativa vigente. Una condizione sicuramente critica che costringe sia i detenuti - per comunicare - sia gli agenti della Polizia Penitenziaria a gridare per svolgere le diverse operazioni di routine giornaliere (colloqui, visite mediche,traduzioni). "Segnaleremo - si legge nella relazione - tali condizioni degli uffici dell’ASP, dell’INAIL e del VISAG per chiedere di installare un impianto fonometrico e valutare i decibel che i colleghi della Polizia Penitenziaria sono costretti a “subire” nell’arco non solo della giornata lavorativa ma per gli anni chiusi in trincea". Secondo la UILPA Polizia Penitenziaria "in questo reparto è davvero impossibile per il personale di Polizia Penitenziaria operare in sicurezza sia fisica che psicologica". Noi aggiungiamo - per averlo sperimentato personalmente - che lo stesso disagio vale per i detenuti e per tutti gli altri soggetti che si trovano ad operare in quel reparto, non più idoneo, strutturalmente, a garantire le moderne concezioni di trattamento detentivo. Si tratta, ovviamente, di interventi che possono essere chiesti e sollecitati agli organismi superiori e che poco o nulla dipendono dalla Direzione della Casa circondariale. Sempre al "Mediterraneo" sono ristrette - si legge nella relazione dei sindacalisti - "circa 30 persone con gravi problemi psichici insieme ai detenuti cosiddetti comuni”. Proseguendo la visita nel reparto denominato "Ionio", dove sono ospitati i detenuti dell'alta sicurezza, "in tutto il corridoio prima di giungere all’ingresso vi è un alta presenza di umidità che corrode vistosamente i muri e il pavimento". Le tre sezioni contengono circa 100 detenuti e "sono presidiate da un solo collega per piano e ci viene segnalato che nelle ore antimeridiane e notturne questa quota spesso è inferiore; nell’ufficio del capoposto manca l’impianto di aria condizionata e si percepiscono temperature altissime, come anche in tutti i settori del reparto". Criticità sono state riscontrate anche nella cucina per i detenuti a causa delle "temperature altissime", della mancanza di condizionatori d'aria che rendono "impossibile l’attività lavorativa al collega ivi preposto" ma, ovviamente, anche ai detenuti che vi lavorano per preparare i pasti da distribuire. "La stessa situazione - si legge nella relazione - abbiamo registrato nell’ufficio del Sopravvitto interno, dove c'è un solo agente per settore a coordinare e controllare i movimenti dei numerosi detenuti lavoranti". La visita della delegazione della UILPA Polizia Penitenziari si è conclusa all'ufficio Matricola "che si trova al primo piano di un altro complesso dove è necessario salire 30 scalini e, quindi, non sono state abbattute le barriere architettoniche, rendendo di fatto impossibile l'accesso a detenuti infermi o invalidi. Inoltre vi un serio pericolo per la stabilità dell’archivio poiché gli scaffali sono cosi stipati da mostrare un rischioso inclinamento". Nella giornata della visita la rappresentanza della UILPA Polizia Penitenziaria ha censito la presenza di oltre 540 detenuti, tra cui oltre 100 per reati associativi di cui al 416/bis, 373 per reati comuni, 56 per reati contro la persona a sfondo sessuale e contro l'incolumità personale. "Il dato più drammatico - dicono i sindacalisti - è la presenza di oltre 150 detenuti stranieri, tra cui alcuni gravitanti “islamisti” monitorati da personale addestrato, a fronte di appena 250 poliziotti penitenziari; da questo numero bisogna detrarre le 44 unità impiegate al Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti, e altri 80 poliziotti occupati per fare funzionare la macchina burocratico-amministrativa: colloqui, matricola, servizi, comando, sopravitto, conti correnti, bar, segreteria, ragioneria, addetto controllo epistolare, casellario, magazzino agenti. Detraendo ulteriori 52 unità per la concessione di riposi, congedi,ferie, malattie, legge 104, permessi sindacali, congedo parentale rimangono - sottolinea la UILPA Polizia Penitenziaria - appena 80 poliziotti che, divisi in tre turni anziché quattro come prevede il contratto di lavoro, producono sicurezza e trattamento per gli oltre 540 detenuti. Mediamente 30 poliziotti nei turni mattutini e pomeridiani, per scendere anche sotto i 15 nei turni serali e notturni" Necessario intervenire anche sul numero poliziotti destinati al Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti, che nell’anno ha effettuato 2.400 traduzioni, circa 1.000 visite ambulatoriali in luoghi esterni di cura, con un rapporto poliziotti-detenuti "inferiore a 1 a 1, con gravi rischi per la sicurezza della scorta e dei cittadini, considerato che operare all’esterno in inferiorità numerica genera il pericolo di probabili evasioni e/o altri eventi critici che potrebbero compromettere l’ordine pubblico". Secondo la UILPA Polizia Penitenziaria il parco mezzi del Corpo, a Trapani, risulta essere "vecchio, obsoleto, senza i necessari livelli di sicurezza igiene e salubrità, ragion per cui si chiede un aumento dei veicoli in dotazione con le caratteristiche che oggi, purtroppo, non sono presenti, ovvero l’invio di autovetture in versione radiomobile di nuova generazione, oltre ai mezzi per tradurre i detenuti". "Il Capo del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria - conclude la relazione - è pregato di mettere in campo qualsiasi atto a salvaguardia della salute dei propri uomini e donne della Polizia Penitenziaria di Trapani, programmando la visita al reparto Mediterraneo dell’Ufficio per l’Attività Ispettiva e di Controllo, considerato inapplicabile il regime aperto in quelle condizioni. Il Capo del Personale e delle Risorse, per le proprie competenze, è invitato a dare seguito all’integrazione delle unità mancanti, quindi al trasferimento definitivo delle unità, inviate in missione senza oneri per consentire a suo tempo l’apertura del nuovo reparto “Adriatico”, che ad oggi si trovano in condizioni di precariato. Sempre al Capo del Personale e delle Risorse si chiede di porre in essere ogni utile iniziativa per adibire gli alloggi demaniali ad uffici amministrativi, vista la totale carenza di igiene e salubrità in quelli esistenti. Al Capo dell’Ufficio Detenuti e Trattamento è richiesto il trasferimento in penitenziari più idonei dei circa 30 detenuti che presentano problemi psicologici che generano grandissime difficoltà sia nella gestione che nella sicurezza personale del personale di Polizia Penitenziaria. Il Dirigente Responsabile dell’Azienda Sanitaria Provinciale, U.O di Tutela e Sicurezza nei luoghi di lavoro, è domandato di predisporre le azioni pertinenti la questione dell’inquinamento acustico presente nel reparto Mediterraneo. Il Direttore dell’INAIL di Trapani, e chiesto di assumere iniziative tese al ripristino della condizioni previste per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro e, nel caso specifico, il rischio di sordità a cui il personale di Polizia negli anni potrà andare incontro". La relazione è stata inviata al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per le attività pertinenti il suo livello di intervento e responsabilità e lo stesso per il Direttore della Casa circondariale trapanese, per quanto di sua competenza.

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