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Celebrata la "Giornata per la custodia del Creato"

02 Settembre 2015 09:56, di Niki Mazzara
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“Dobbiamo assumere una coscienza nuova, insieme a tutti i credenti e a tutti gli uomini di buona volontà", questo il messaggio lanciato dal vescovo Pietro Maria Fragnelli, ieri, in occasione della celebrazione, davanti a Torre Ligny, dove il Canale di Sicilia incontra il Tirreno, della "Giornata per la custodia del Creato". Un momento inteso e suggestivo che si è concluso con l’Ave Maria intonata dal gruppo “Anime InCanto” e dal coro della parrocchia “Santissimo Salvatore” di Trapani per salutare “quanti sono in mare in questo momento su barche così precarie per inseguire i propri sogni alla ricerca di una vita migliore e quanti su questo mare lavorano per portare il pane alle loro famiglia”. "Una coscienza - ha proseguito il vescovo di Trapani - che sia dolorosa e gioiosa insieme: dolorosa per tutto quello che la nostra casa comune subisce per il nostro comportamento, e gioiosa per la gratitudine della bellezza che abbiamo ricevuto e del mistero che è ogni essere vivente". Fragnelli, che si è anche rivolto agli abitanti della zona ringraziandoli per aver salvato dell’abbandono l’area, ha quindi parlato dell’impegno comunitario necessario per costruire una nuova coscienza ecologica integrale con un’immagine biblica. “ Torre di Ligny – ha detto – torre edificata tra due mari è simbolo di quello che siamo chiamati a fare per il bene della città di Trapani e della nostra terra. Può essere il simbolo di un nuovo senso dell’umano, una rinascita e una restaurazione, da costruire nel mar mediterraneo: come la torre del gregge del profeta Michea, la torre che raduna gli uomini di ogni cultura e religione, in questa torre deve esserci posto per ogni vivente, è presidio del mosaico della vita che è affidato a tutti. E’ il momento di fare revisione seria della nostra vita - ha continuato mons. Fragnelli - di assumere responsabilità: l’economia malata produce distruzione a vantaggio di pochi che si illudono di essere i signori dell’universo, ingiustizia e manipolazione”. Quindi, dopo il momento musicale in cui il soprano Simona Guaiana ha interpretato con un lungo vocalizzo il grido della terra, il vescovo ha concluso: “ Questa sera una donna ha interpretato il grido doloroso della terra. Questo grido di donna è anche la grande sorpresa davanti alla vita che nasce e il grido del messaggio straordinario della resurrezione che fu affidato ad una donna”. Infine un messaggio ai giovani a farsi interpreti e costruttori di una “torre di fiducia e di difesa del creato e dell’umanità, per costruire una coesione profonda e un’appartenenza vera”. Al termine della celebrazione del Vespro il vescovo ha anche annunciato che, per intensificare la riflessione e l’impegno della Chiesa trapanese sui temi sociali della cura del Creato, ha nominato monsignore Gaspare Aguanno direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e il lavoro.

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