Trapani Oggi
Trapani Oggi

Venerdì, 26 Febbraio 2021

Trapani Oggi
Notizie Cosa Fare in città Video

Donne: mogli, amanti, madri, figlie, sorelle, fidanzate. Donne da massacrare - Trapani Oggi

0 Commenti

0

0

0

0

0

Testo

Stampa

Cronaca
Trapani

Donne: mogli, amanti, madri, figlie, sorelle, fidanzate. Donne da massacrare

25 Novembre 2020 06:18, di Laura Spanò
Donne: mogli, amanti, madri, figlie, sorelle, fidanzate. Donne da massacrare
Cronaca
visite 600

La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.Noi oggi questa Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne la facciamo raccontare ad alcune delle protagoniste di questi ultimi anni ...a loro diamo ancora una volta voce, quella stessa voce che qualcuno a forza ha soffocato con la violenza ...
8 agosto 2003 – Mi chiamo Diana, ho 12 anni con il mio fratellino Ivan di otto anni, quella sera di fine agosto eravamo dal papà Francesco Coppola, nella zona di Villa Rosina. A un certo punto però papà ha imbracciato il fucile ed ha cominciato a sparare. Prima ha colpito me, il mio fratellino ha capito ed ha cercato scampo fuori dall'appartamento, l'ho sentito correre lungo le scale, ma mio padre lo ha inseguito, e l'ha freddato sul portone della palazzina. L'ultimo sparo papà lo ha tenuto per se. Alla fine mi sono alzata ed ho preso Ivan per mano e siamo volati via.
 
29 Agosto 2003 – Mi chiamo Giovanna Comunale, ho 18 anni ed una vita davanti a me. Vivo in un camper assieme all'uomo che amo Giacomo Messina. È quasi l'alba, qualcuno si avvicina furtiva al mezzo, è Rosa Di Maggio la moglie di Giacomo, ha in mano una tanica con il liquido infiammabile. In pochi attimi le fiamme avvolgono il furgone, Giacomo si sveglia urlando, io rimango dentro, vengo eiettata fuori dallo scoppio della piccola bombola del gas del cucinino. Sono una torcia umana quando un contadino che ha sentito l'esplosione mi presta i primi soccorsi. Sono completamente carbonizzata ma riesco a dire con l'ultimo filo di voce: "È stata Rosa". Muoio due giorni dopo.
 
4 luglio 2012 - Mi chiamo Maria Anastasi, ho 40 anni, sono madre di due figlie e un maschietto, sono incinta al nono mese, tra una settimana partorirò, è una femminuccia. Qui dove mi hanno lasciata fa tanto caldo, la strada è sterrata, il sole picchia, accanto a me si muovono tante figure di uomini sono tutti vestiti di bianco, sudano, borbottano, qualcuno di loro non riesce neppure a guardarmi. Ancora sento quegli otto colpi di piccone sul corpo. Ho i vestiti tutti appiccicati, neri, mi sento addosso l'odore del fuoco. Da ieri non la sento più la mia piccolina. Non la sento anche se ho tentato di salvarla. Non la sento da quando mio marito Giovanni Savalle e la sua amante Giovanna Purpura mi hanno uccisa e poi bruciata. Ma ora sono libera, anche se avrei voluto stare con i miei cari.
21 novembre 2016 – Mi chiamo Anna Manoguerra ho 60 anni sono casalinga, vivo a Nubia. Sono qui in casa mia, sono piena di sangue, mio marito Antonio Madone, carpentiere di 60 anni, da cui sono separata, ma con il quale però continuo condividere l'abitazione appositamente suddivisa, mi ha ucciso con diverse coltellate. Da qualche tempo dice in giro che frequento un altro uomo. È geloso. Io giaccio in una pozza di sangue nell'appartamento e lui è andato al bar a bere un caffe' e a comprare le sigarette. Io cercavo solo di vivere la mia vita di donna e madre, solo questo.
 
5 Febbraio 2019 - Mi Chiamo Angela Stefani, ho 48 anni. Non esisto più da questa data. Abitavo a Salemi. Della mia scomparsa è stato accusato il mio ex compagno Vincenzo Caradonna di 47 anni. L'accusa è di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere. Gli investigatori hanno scoperto che prima di scomparire sono stata in quella casa, lì sono state rinvenute tracce del mio sangue. Hanno ricostruito cosa è accaduto in quella casa, l'aggressione violenta, a seguito della quale ho riportato delle gravi ferite con perdita di sangue. Sarebbero almeno sei i colpi che ho ricevuto, ancora però vago senza il mio corpo non ho pace.
 
15 Marzo 2019 – Mi Chiamo Rosalia Lagumina, ho 48 anni, abito in via Alcide De Gasperi a Castelvetrano, mio marito Gino Damiani 60 anni, mi ha strangolata. Poi si è ucciso con un coltello. Vivevamo separati in casa. Lui non sopportava la separazione e fino alla fine ha voluto tenermi a se.
 
16/17 Marzo 2019 - Mi Chiamo Nicoletta Indelicato, ho 25 anni, abito a Marsala. Mi sono ritrovata in campagna tra i vigneti con l'odore del sangue e poi quello del fuoco che avvolge metà del mio corpo. Rimarrò lì fino a quando giustizia non sarà fatta.
 
27 Novembre 2019 – Mi chiamo Ana Maria Lacramioara Di Piazza, ho 30 anni, abito a Giardinello sono al quarto mese di gravidanza, è un maschietto. Ad uccidermi è stato Antonino Borgia, il padre del mio bambino, l'uomo che amavo. Sono stata colpita da almeno dieci coltellate, quello fatala alla gola. Dopo le coltellate anche le bastonate. Ora sono con il mio bambino.
 
30 Gennaio 2020 – Mi chiamo Rosalia Garofalo, ho 52 anni, per tre giorni consecutivi sono stata massacrata di botte da mio marito, Vincenzo Frasillo, di 53, fin quando non sono morta. Il mio corpo era tumefatto e ricoperto da lividi, nell'appartamento tracce di sangue dappertutto e segni evidenti di violente percosse. Lui dice che lo tradivo con tanti uomini, che quando lui usciva gli altri uomini nascosti in campagna, entravano in casa. Dopo anni finalmente ho finito di soffrire.
_________________________________________________________________________
Regione Giornata contro violenza donne: Musumeci, occasione per impegni concreti
«La giornata contro la violenza sulle donne deve essere l'occasione per assumere impegni concreti oltre le rituali petizioni di principio. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, circa il 35 per cento delle donne nel mondo ha subìto violenza. Un dato impressionante che impone, a chi ha responsabilità politiche e di governo, di moltiplicare gli sforzi per contrastare questo odioso fenomeno che potrebbe persino crescere in concomitanza con le necessarie misure di contenimento della pandemia».
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
«Il governo regionale – prosegue Musumeci - ha curato con particolare attenzione la nascita di centri antiviolenza e, nei mesi scorsi, ha impegnato le somme per la realizzazione di 13 nuove Case di accoglienza a indirizzo segreto per donne vittime di violenza e dei loro figli minori. A regime, la Sicilia sarà dotata di 52 case-rifugio finanziate con contributi nazionali e regionali, sparse in tutta l'Isola. E’ una battaglia che si vince con azioni concrete, ma anche con un costante impegno culturale». 
 
 

© Riproduzione riservata

Altre Notizie
Change privacy settings