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Il Consiglio comunale vota la decadenza di Fazio

13 Febbraio 2017 21:45, di Redazione
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Il Consiglio comunale ha votato stasera la decadenza di Girolamo Fazio dalla carica di consigliere comunale, ultimo passaggio di una vicenda che si è ...

Il Consiglio comunale ha votato stasera la decadenza di Girolamo Fazio dalla carica di consigliere comunale, ultimo passaggio di una vicenda che si è consumata in questi ultimi mesi nel massimo consesso cittadino che ha sposato la tesi della incompatibilità a causa della lite giudiziaria pendente tra l'ex sindaco e Vito Dolce, a suo tempo presidente della Sau, l'azienda di trasporto pubblico urbano di Trapani. Una causa che, in primo grado, ha visto il Tribunale trapanese rigettare la richiesta risarcitoria di Dolce che ha presentato appello. La questione sarà esaminata dai giudici palermitani il prossimo mese di maggio. Sulla decisione del Consiglio è dura la presa di posizione del movimento "Uniti per il Futuro" che, in una nota a firma del presidente Riccardo Saluto, afferma: "La maggioranza consiliare che sostiene il sindaco Vito Damiano ha consumato questa sera l’ennesimo strappo con la città, con i trapanesi, e con la democrazia. Si tratta della stessa maggioranza, e degli stessi consiglieri, che ha rigettato la mozione di sfiducia contro il sindaco Damiano; la stessa maggioranza che pur di conservare la poltrona ed arrivare a fine consiliatura ha tenuto in vita un'amministrazione decotta; la stessa maggioranza che dovrà assumersi la piena responsabilità politica e amministrativa delle difficili condizioni in cui versano oggi i principali servizi della città per effetto di 4 anni e mezzo di immobilismo ed incapacità". Secondo il movimento "il voto di questa sera non sorprende. Èl'epilogo, "innaturale", cui si è giunti per effetto delle volontà convergenti dello stesso sindaco Vito Damiano e di personaggi esterni al Consiglio comunale con l'obiettivo, ormai acclarato dai fatti, di escludere Fazio non solo dall'aula di Palazzo Cavarretta ma, soprattutto, dalle prossime elezioni amministrative e dalla competizione alla carica di sindaco". "Anche questa sera - si legge nella nota firmata da Saluto - la spasmodica richiesta del partito di Forza Italia, degli ex Articolo 4 di Paolo Ruggirello cui si sono aggiunti i socialisti di Nino Oddo, di votare l'esclusione di Fazio dal Consiglio comunale a scrutinio segreto, conferma la volontà di nascondersi dietro l'anonimato dell'urna affinché i singoli eludano la piena assunzione di responsabilità personale. Non basterà, però, il voto segreto a salvare ogni singolo componente della maggioranza, dal discredito generale cui s'è condannato davanti ai Trapanesi. La decadenza di Fazio per incompatibilità sopravvenuta, come recita la delibera predisposta dal sindaco Damiano e dalla sua giunta, non è l'ultimo atto della recita che è stata imbastita ed i cui registi sono fuori dal palazzo. Chi ha scritto il soggetto di questa farsa non pensi che sia calato definitivamente il sipario. Nei prossimi giorni altri saranno protagonisti, non più nell'aula consiliare ma più appropriatamente nelle aule giudiziarie, nelle quali questa vicenda sarà riletta nella giusta luce e, verosimilmente, riscritta. E come già sinteticamente commentato da Fazio dopo il Consiglio comunale del 23 gennaio scorso: ride bene chi ride ultimo". Stasera hanno votato 16 consiglieri, 15 favorevoli alla decadenza e 1 contrario. Erano presenti Peppe Bianco, Domenico Ferrante, Pietro Cafarelli, Andrea Vassallo, Peppe La Porta, Franco Briale, Giuseppe Ruggirello 58, Nicolò Giarratano, Felice D'Angelo, Leonardo Peralta, Giuseppe Guaiana, Nicolò Lamia, Giorgio Colbertaldo, Silvestro Mangano, Nicola Sveglia, Nino Grignano. Si sono stenuti in 10: Tiziana Carpitella, Francesco Guarnotta, Franco Ravazza, Pino Rugirello 53, Salvuccio Pumo, Nino Bianco, Francesco Salone, Giovanni Vassallo, Vito Mannina, Ninni Passalacqua Erano assenti al momento della votazione Enzo Abbruscato e Girolamo Fazio (hanno lasciato l'aula) mentre Michele Cavarretta e Ninni Barbera non hanno preso parte alla seduta fin dall'inizio. La delibera approvata non è immediatamente esecutiva poiché al voto sulla sua esecutività 18 consiglieri si sono astenuti e solo 6 si sono dichiarati favorevoli.

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