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Inchiesta "Mare Monstrum", nuove accuse per Fazio

01 Giugno 2017 17:18, di Ornella Fulco
Inchiesta "Mare Monstrum", nuove accuse per Fazio
Cronaca
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Tra le carte dell'operazione "Mare Monstrum", avviata dalla Procura di Palermo nei confronti, tra gli altri, dell'armatore Ettore Morace e del deputato regionale trapanese Girolamo Fazio, indagati per corruzione, spuntano anche alcune fatture, pagate dalla Liberty Lines per lavori di ristrutturazione nella sua abitazione  e in un B&B adiacente in piazza Lucatelli a Trapani e nella casa della suocera. Si tratta di nuovi elementi, che vengono esposti nell'ordinanza della gip Caterina Brignone - che ieri ha deciso per la permanenza di Fazio agli arresti domiciliari - scaturiti dalle perquisizioni effettuate dai Carabinieri di Trapani nell'abitazione del deputato regionale. Secondo la Procura della Repubblica di Trapani, a cui il fascicolo Fazio è stato passato per competenza, non ci sarebbero state, quindi, solo le assunzioni di persone segnalate dal deputato regionale da parte della compagnia di navigazione della famiglia Morace, l'uso di una auto aziendale (una Mercedes), un contributo di 10mila euro per la campagna elettorale, i biglietti gratuiti per le isole minori e gli ingressi di favore allo stadio provinciale per assistere alle partite del Trapani Calcio, a compensare i "favori" resi da Fazio a Ettore Morace. Dalle fatture, infatti, risultano lavori edili, dal rifacimento del bagno, a impianti elettrici, dall'acquisto di serramenti e alla sistemazione di balconi pericolanti per una somma di oltre 100mila euro. I titolari delle imprese che li hanno eseguiti, sentiti dagli investigatori, non solo hanno confermato che fu Girolamo Fazio a dare loro l'indicazione di fatturare alla Liberty Lines, che pagò regolarmente il dovuto, ma che quella non era la prima volta che accadeva una cosa del genere. In un caso il titolare della ditta interpellata venne poi presentato a Ettore Morace che gli commissionò lavori per conto della sua compagnia di navigazione. Tutto ciò, secondo i magistrati trapanesi, non sarebbe altro che un modo per assicurarsi i favori di Fazio a difesa degli interessi dei Morace presso le Istituzioni regionali mentre per il deputato regionale trapanese tutto rientrerebbe nelle abitudini tra le due famiglie di scambiarsi regali. Nel suo caso avrebbe fatto pervenire ai Morace bottiglie di vino della propria azienda e meloni sempre di produzione aziendale. Nel provvedimento che conferma gli arresti domiciliari, si fa riferimento ad una pluralità di conversazioni intercettate che hanno come protagonisti Ettore Morace e Girolamo Fazio da cui emergerebbe la volontà "a tutto campo e con ogni mezzo disponibile" (anche illecito)" di tutelare gli interessi della compagnia di navigazione. In qualità di avvocato prima e di consulente dopo Fazio (che non è più iscritto all'albo degli avvocati) ha dichiarato di seguire da anni le pratiche dei Morace senza incassare nessuna parcella, a differenza dei due colleghi del suo studio, giustificando la gratuità delle sue prestazioni con il suo stato di agiatezza economica. In particolare, si tratta di 8.500 euro al mese per l'attività di deputato regionale, 5.000 euro per la consulenza ad una impresa di moda per vendite all'estero e 40-50 euro all'anno per l'attività di imprenditore vitivinicolo. Nell'ordinanza della gip trapanese si sottolinea come Fazio abbia "dimenticato" di citare le fatture per i lavori edili e che solo nella memoria dello scorso 30 maggio abbia scritto di aver ricevuto 150 mila euro dai Morace come "premio" per averli convinti ad agire in giudizio per ottenere dalla Regione gli interessi moratori per i ritardi nei pagamenti delle fatture emesse dall'allora Ustica Lines, pari a 2 milioni di euro. Secondo la gip tale omissione non può essere frutto di dimenticanza nè nascere da una "scommessa" sull'esito della vicenda, tanto più che la somma è stata corrisposta con modalità anomale e in diverse tranches. Secondo la giudice, il deputato e candidato a sindaco di Trapani "ha cercato di aggiustare il tiro" e, in ogni caso "spingendo Vittorio Morace ad intentare una causa contro la Regione, il deputato ha operato da fedele servitore dell'imprenditore piuttosto che delle Istituzioni". Brignone, inoltre, sottolinea nell'ordinanza che non solo Girolamo Fazio si sarebbe fatto portatore degli interessi dei Morace andando contro i suoi doveri pubblici ma che sia stato anche "ubbidiente" alle richieste di Ettore Morace, giungendo ad accettare l'appoggio dell'onorevole Mimmo Turano nella campagna elettorale a sindaco solo perchè ci si era messo di mezzo l'armatore. A testimonianza di ciò è agli atti il contenuto di una conversazione tra Fazio e la moglie in cui traspare come questi non fosse entusiasta dell'accordo. Alla luce delle ulteriori acquisizioni, secondo la Procura di Trapani il quadro indiziario nei confronti di Fazio è perfino più ricco e robusto di quello delineato dai colleghi palermitani e non viene scalfito dagli elementi forniti in sede di interrogatori nel corso dei quali Ettore Morace e Girolamo Fazio hanno cercato di fornire una rilettura dei fatti cadendo però, secondo i magistrati, in palesi contrasti o illogicità. La gip Brignone motiva il mantenimento degli arresti domiciliari per Fazio sulla base della "spregiudicatezza" dimostrata e sulla circostanza che, durante l'interrogatorio, nè lui nè Morace abbiano lasciato trasparire un principio di rivisitazione critica del proprio comportamento. Il pericolo di reiterazione del reato non viene neutralizzato, secondo la gip, dalle dimissioni di Ettore Morace da tutte le cariche societarie (ecco il motivo della misura comunque restrittiva degli arresti domiciliari) così come, per Fazio, dalla mera circostanza di essersi dimesso da componente della IV commissione regionale "Territorio e Ambiente" ma non dalla carica di deputato regionale “della quale ha fatto mercimonio e che potrebbe continuare a strumentalizzare per fini diversi dal perseguimento del pubblico interesse”.

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