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La Provincia dice No alle trivellazioni nella Valle del Belice

10 Gennaio 2013 14:48, di Niki Mazara
La Provincia dice No alle trivellazioni nella Valle del Belice
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Il Consiglio Provinciale di Trapani ha chiesto, con un ordine del giorno, al Governatore della Sicilia, On. Rosario Crocetta, di revocare definitivamente i permessi di ricerca per idrocarburi nella Valle del Belice e di dotare la Regione Siciliana di una legge speciale che impedisca categoricamente questo tipo di attività sul territorio regionale. Nel documento si rende noto che la società (di diritto privato) che ha chiesto di effettuare la ricerca di idrocarburi in un’area di circa 600 kmq in cui ricadono, fra gli altri, i Comuni trapanesi di Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta, è la “Enel Longanesi”, mentre il relativo permesso di ricerca è stato concesso dai competenti uffici della Regione Siciliana nello scorso mese di ottobre. Il Consiglio Provinciale ha deciso di opporsi a tale ricerca perché le trivellazioni dovrebbero svolgersi in piena zona sismica, tra parchi, bacini idrogeologici e aree di fondamentale importanza dal punto di vista agricolo, zootecnico, paesaggistico e culturale. In particolare, la richiesta avanzata dalla “Enel Longanesi” prevede la perforazione di un pozzo esplorativo profondo dai 2000 ai 3500 metri entro 42 mesi dall’ottenimento del permesso. Diversi Comuni hanno già presentato opposizione mettendo in risalto anche l’incompatibilità delle trivellazioni con la presenza del bacino idrografico del Fiume Belice, in particolare con la presenza di aree a rischio inondazione; con i molteplici rischi geofisici che sarebbero devastanti per il territorio in questione di alto valore paesaggistico, naturalistico e culturale; con l’elevato rischio per la salute umana e animale; con l’alto rischio sismico di tutta la zona interessata; con il livello altissimo di inquinamento ambientale causato dagli occorrenti impianti industriali. L’ordine del giorno, sottoscritto oltre che dal presentatore, Ignazio Passalacqua, anche dai Consiglieri Provinciali di diversi schieramenti politici: Ortisi, Alagna, Daidone, Bonanno, Burzotta, Corrente, Matteo Angileri, Benigno, Ricciardi e Pollina, sottolinea infine che le royalties pagate all’Italia dalle società concessionarie sono tra le più basse al mondo e la Sicilia non ne trarrebbe alcun beneficio ma pagherebbe un prezzo altissimo in termini di stupro del territorio, perdita dell’appeal turistico, dissesto idrogeologico, elevato rischio di patologie e malattie sulla popolazione.

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