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L'associazione "Ciao Mauro" sulla sentenza di condanna

16 Maggio 2014 11:56, di Niki Mazara
L'associazione "Ciao Mauro" sulla sentenza di condanna
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L'associazione "Ciao Mauro" ha diffuso una nota all'indomani della sentenza emessa dai giudici della Corte d'Assiste di Trapani che condanna all'ergastolo, per l'omicidio di Mauro Rostagno, il boss Vincenzo Virga e l'esecutore materiale Vito Mazzara. La pubblichiamo integralmente. "I cittadini trapanesi lo hanno sempre saputo, e adesso, finalmente, questa verità vera è scritta in una sentenza emessa adesso dal Tribunale di Trapani. Sono stati necessari 26 anni per mettere la parola fine ad un’inchiesta giudiziaria caratterizzata da errori, omissioni, e veri e propri depistaggi disvelati nel corso del processo, e che saranno oggetto di un nuovo procedimento a carico degli inquirenti responsabili di queste infamità. I cittadini trapanesi che, con determinazione, hanno voluto che si celebrasse il processo Rostagno, vedono con soddisfazione compiersi il cammino iniziato 7 anni fa con la raccolta di 10.000 firme sull’appello al Presidente della Repubblica. Ma le associazioni trapanesi che hanno dato organizzazione al comune sentire dei cittadini trapanesi, sono consapevoli che questo risultato non rappresenta la fine del loro percorso. Adesso dobbiamo raccogliere la verità storica e politica che ci consegna questa sentenza e farla vivere all’interno della nostra comunità, per costruire la nostra memoria collettiva, che ci aiuterà a completare il nostro percorso di liberazione dalle mafie e dalle criminalità economiche. Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile. Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione ed’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura ed altro ancora. Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva fatto in tutta la sua vita".

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