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Paceco

Nessun pericolo per i correntisti della Bcc "Senatore Grammatico", lo assicurano gli amministratori giudiziari

29 Novembre 2016 16:02, di Salvatore Morselli
Nessun pericolo per i correntisti della Bcc "Senatore Grammatico", lo assicurano gli amministratori giudiziari
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“Gli amministratori giudiziari Andrea Data e Marco D’Alia, con riferimento al decreto del Tribunale di Trapani-Misure di Prevenzione del 26 novembre 2016 notificato in data 28 novembre 2016 precisano che la misura con la quale è stata disposta la sospensione dell’organo amministrativo costituisce uno strumento assunto allo scopo di tutelare, in condizioni di legalità, la continuità della gestione della azienda  bancaria, le sue obbligazioni e la tutela dei suoi soci e depositanti. L’amministrazione giudiziaria informa che tutti i rapporti in corso proseguiranno regolarmente nei confronti dei clienti che restano tutelati dal fondo di garanzia depositanti”. Con questo comunicato i neo amministratori della  Banca di Credito Cooperativo “Senatore Pietro Grammatico” di Paceco mirano a tranquillizzare soci, correntisti clienti della banca di Paceco preoccupati per il futuro dell’Istituto di credito e dei propri risparmi a seguito della decisione dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che hanno chiesto e ottenuto l’amministrazione giudiziaria in applicazione dell’articolo 34 del Codice antimafia. Oggi, per tutta la giornata, gli sportelli della banca sono stati presi d’assalto da chi chiedeva informazioni e chi effettuava prelievi anche in considerazione del panico che si era sparso nel primo pomeriggio di ieri quando, in concomitanza con la notifica del decreto, per circa un’ora erano state sospese tutte le operazioni di banca e del blocco, temporaneo, stamattina, dello sportello bancomat di piazza Vittorio Emanuele. I dipendenti della Bcc “Senatore Pietro Grammatico” hanno dato le dovute assicurazioni sul fatto che i loro risparmi non corrono alcun pericolo. Ma nulla hanno potuto nei confronti di quanti, non volendo credere alle parole dei dipendenti, hanno insistito per ritirare i risparmi. Peraltro, stamane intorno alle 11, quattro persone, dipendenti della società Pricewaterhouse Coopers che insieme allo studio Andrea Dara di Palermo è stata nominata amministratore giudiziario?della Banca, hanno varcato la soglia dell’Istituto di credito pacecoto per ulteriori verifiche predisposte dal Tribunale. Con il provvedimento giudiziario molto probabilmente slitterà di almeno sei mesi (questo il tempo previsto per l’amministrazione giudiziaria, tempo comunque che potrebbe essere prorogato di altri sei mesi) il previsto scioglimento della Bcc di Paceco che, a seguito della delibera dell’assemblea dei soci, avrebbe dovuto essere acquisita, a far data da dopodomani 1 dicembre, dalla Banca "Don?Rizzo" di?Alcamo. Un passaggio che interessava trentadue dipendenti e cinque sportelli (Paceco, Trapani, Rilievo, Tabaccaro e Napola) che sarebbero stati assorbiti dalla banca alcamese. Una delibera, quella di scioglimento, che venne avversata da diversi soci, alcuni dei quali, l’onorevole Mimmo Fazio in testa, hanno presentato un esposto alla magistratura per accertare eventuali responsabilità sulla gestione della Bcc, mentre altri si sarebbero rivolti alla giustizia civile per eventuale azione risarcitoria da parte dei vertici della Banca. Di certo centouno anni fa chi fondò quella che allora si chiamava semplicemente Cassa Rurale ed Artigiana di Paceco e che si richiamava ai valori del socialismo e del supporto economico alla classe lavoratrice, mai e poi mai avrebbe pensato che la loro creatura avesse potuto chiudere i battenti tra diatribe tra soci ed accuse di connivenza con ambienti mafiosi e massonici.

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