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Cronaca
Calatafimi

Operazione Ruina. Scarcerato Salvatore Barone, presidente della cantina Kaggera

31 Dicembre 2020 15:46, di Laura Spanò
Operazione Ruina. Scarcerato Salvatore Barone, presidente della cantina Kaggera
Cronaca
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**Aggiornamento** - Il gip del Tribunale di Palermo, giudice Lorenzo Jannelli, all’esito anche dell’interrogatorio reso da Barone dopo l’arresto, l’ex dirigente Atm è difeso dall’avv. Carlo Massimo Zaccarini, ha ridimensionato la sua posizione, escludendo gravi indizi di colpevolezza. Il gip ha escluso l’esistenza di elementi come prove dell’appartenenza di Barone al sodalizio mafioso, configurando quasi una sorta di soggiogazione, rispetto alla quale però sono assenti segnali di resistenza da parte dello stesso indagato, se non dopo l’arresto subito.Subordinazione, sostanziale imbarazzo, timore reverenziale, e costante mortificazione del proprio ruolo”, secondo il gip non possono essere prova dell’esistenza di una partecipazione del Barone al sodalizio mafioso, Barone semmai appare soggetto soggiogato dall’intimidazione mafiosa.
Nelle 84 pagine dell’ordinanza del gip Jannelli si può ben leggere la capacità che l’organizzazione mafiosa trapanese continua a possedere nel sapere infiltrarsi in ogni parte della società. Il gip ha comunque confermato la detenzione in carcere per Nicolò Pidone, Giuseppe Aceste, Giuseppe Fanara, Giuseppe Gennaro, Gaetano Placenza, Domenico Simone, Tommaso e Stefano Leo. Arresti domiciliari per Andrea Ingraldo e Ludovico Chiapponello. Obbligo di dimora per l’enologo di Petrosino Leonardo Urso.
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Disposta dal Gip di Palermo la scarcerazione di Salvatore Barone, presidente della Cantina Kaggera di Calatafimi, arrestato lo scorso 15 dicembre nell’ambito dell’operazione antimafia “Ruina”. L'operazione effettuata dagli agenti dello Sco e delle squadre mobili di Trapani e Palermo con il coordinamento della Dda, portò al fermo di 13 indagati, compresi alcuni ritenuti vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso o comunque per essere stati finalizzati a favorire Cosa Nostra.
Il Giudice per le indagini preliminari ha rilevato la mancanza di gravi indizi di colpevolezza ed ha disposto la scarcerazione di Salvatore Barone.

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