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Cronaca

Peschereccio disperso. Proseguono le ricerche di Vito Lo Iacono

17 Maggio 2020 13:32, di Redazione
Peschereccio disperso. Proseguono le ricerche di Vito Lo Iacono
Cronaca
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Peschereccio disperso. Proseguono le ricerche di Vito Lo Iacono Proseguono anche oggi le ricerche in mare di Vito Lo Iacono, 27 anni, terzo componente del peschereccio "Nuova Iside", scomparso in mare, di cui ancora non sia traccia. Ieri il mare aveva restituito un altro corpo quello del padre di Vito, Matteo Lo Iacono, 53 anni, comandante del "Nuova Iside" della marineria di Terrasini.Alle ricerche prendono parte gli uomini della Capitaneria di Porto, con altre unità navali e aeree. E' stata continuata la perlustrazione della zona presumibilmente è avvenuta la tragedia, il raggio d'azione sulla quale si sta operando dal momento delll'Sos, è quello tra San Vito Lo Capo e Ustica. Si vuole tentare di recuperare anche il corpo di Vito Lo Iacono, l’ultimo dei tre componenti dell’equipaggio. Il corpo del padre, Matteo Lo Iacono, era stato avvistato ieri mattina dai marittimi del traghetto Antonello Da Messina che collega tutti i giorni Palermo a Ustica.
Giovedì era stato recuperato invece il corpo di Giuseppe Lo Iacono di 34 anni, terzo membro d'equipaggio, sempre nel mare di Ustica. I tre pescatori erano usciti per una battuta di pesca. Non vedendoli rientrare la famiglia aveva lanciato l’allarme.
Il legale della famiglia, l’avvocato Aldo Ruffino sottolinea che «È intenzione della famiglia Lo Iacono arrivare ad una ricostruzione certa delle cause che hanno comportato la scomparsa del peschereccio Nuova Iside, la morte del capitano Matteo Lo Iacono, del cugino Giuseppe e far temere il peggio per il figlio Vito». «L'unica cosa certa - prosegue ancora Ruffino - è che, dagli ultimi contatti, l’intero equipaggio non manifestava alcuna preoccupazione per le condizioni del mare. Gli ultimi messaggi sono arrivati lunedì attorno alle 21.53. In quel momento non soffiava vento di scirocco. Fino a mezzanotte e 10 del martedì i telefonini funzionavano e abbiamo la certezza che i messaggi inviati dai familiari sono stati ricevuti. Poi più nulla».  Poi lo stesso legale solleva alcuni dubbi e ipotesi. «Al momento del ritrovamento il corpo del Capitano portava ancora una pesante felpa che fa escludere che il disastro sia potuto avvenire durante le ore di scirocco che avrebbero potuto rendere difficoltosa la navigazione. Tutto è ipotizzabile anche un inconsapevole speronamento notturno da parte di navi mercantili che solitamente attraversano quello specchio di mare o da parte di altre imbarcazioni da pesca presenti nella zona. E' necessario comprendere cosa può essere successo e per questo la famiglia ha chiesto che il Capitato venga sottoposto ad autopsia ed intraprenderà tutte le iniziative necessarie per ricostruire con massima precisione cosa è successo in quei terribili momenti».
 
 

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