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Trapani, aumenta la tassa di soggiorno

18 Gennaio 2024 10:08, di
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Operatori economici sul piede di guerra. Avviata petizione contro il rincaro

Il Comune di Trapani aumenta la tassa di soggiorno è scoppia subito la polemica. Sul piede di guerra gli operatori economici. Un gruppo di gestori di strutture ricettive, ha avviato una petizione online per chiedere alla Giunta Tranchida il ripristino della tassa di soggiorno – per il 2024 e per gli anni a venire – con un ritorno alle vecchie tariffe e l’istituzione di un tavolo di confronto annuale o semestrale ad accesso libero con gli operatori turistici per pianificare assieme al Comune la destinazione della tassa di soggiorno. “Un aumento – si legge in una nota diffusa da un gruppo di operatori del settore – che pone la provincia di Trapani tra le più care, in termini di tassa di soggiorno, tra le città italiane”.

La tassa di soggiorno viene riscossa dalle strutture ricettive e poi versata al Comune e i gestori temono di doversi trovare ad affrontare le,lamentele dei loro ospiti costretti, al loro arrivo, a sborsare somme di denaro non preventivate, con rischi di ricadute sul rating delle strutture e su tutto il settore turistico cittadino.

“A questa tassa – sottolineano gli operatori – vanno sommati anche i recenti aumenti imposti dal governo nazionale in termini di cedolare secca,
i rincari energetici, l’aumento delle rate dei mutui e, in generale, l’inflazione che rende sempre più difficoltoso gestire una struttura turistica garantendo al contempo qualità e servizi. Servizi che, a loro volta, sono messi costantemente in forse dalla cronica assenza d’acqua, foriera di ulteriori esborsi economici mai compensati dal Comune.

La petizione, però, non sarà l'unica iniziativa. “Nel caso in cui l’Amministrazione non dovesse prendere in considerazione le legittime istanze degli operatori – conclude la nota degli operatori - ci riservano di adottare tutte le azioni civiche (manifestazioni, scioperi, disobbedienza fiscale) che l’ordinamento mette a disposizione a tutela del diritto al lavoro”.

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