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Trapani calcio, non ci resta che piangere?

17 Settembre 2020 19:12, di Salvatore Morselli
Trapani calcio, non ci resta che piangere?
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Venghino, venghino, signori, un altro giro di giostra.Così concludevamo l'articolo di ieri sul passaggio di proprietà del Trapani Calcio, ma la giostra della vergogna i giri non hanno mai fine.
La situazione del Trapani Calcio, infatti,  non conosce pace.  
Il giro di valzer di proprietà non pare sia concluso con il passaggio a Gianluca Pellino di cui abbiamo dato notizie ieri, anche in considerazione che la proprietà della società è e rimane dell’Alivision che pare detenga il novanta per cento del pacchetto azionario.
Infatti mentre le trattative per la cessione del club granata erano in corso, Alivision, socio unico di maggioranza, nominava il nuovo CdA con Luigi Foffo presidente del Trapani e Massimiliano Vignati, consigliere con delega all’area sportiva ed ancora, Monica Pretti, Maria Stella Taverniti e Fabrizio Moretti, tutti in quota Alivision.
Allora, cosa è successo? Difficile capire. Pellino in pectore è il presidente, ma di fatto non lo è. Petroni ha rifiutato l’offerta della cordata trapanese dicendo di avere venduto all’imprenditore romano, ma questi a quanto pare sarebbe un azionista di minoranza. Una situazione ingarbugliata per la quale il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, oggi interviene e chiede chiarezza. Oggi intervistato da Itasportpress ricorda di aver “messo a disposizione la Casa comunale al Trapani Calcio e non a Petroni. Ho fatto questo perché il club appartiene alla piazza tutta e la maglia va onorata e rispettata”. Tranchida ricorda come Petroni abbia detto che avrebbe “ceduto il Trapani Calcio a chi ci avrebbe messo i soldi e non a chi veniva per prenderli” e il primo cittadino afferma  “conosco solo la proposta del Comitato “C’è chi il Trapani lo ama”  che è animato da amore e passione per il Trapani Calcio. Di altri non so nulla. Io tifo per il tessuto professionale ed economico della città ma non voglio entrare nelle dinamiche commerciali del club però sottolineo ancora una volta che Petroni ha ribadito di cedere il club a chi immetteva denaro per risollevarlo. Non vogliamo più avventurieri qui come avvenuto in passato, arrivati per fare business e prendere soldi”. Attenzione alla frase: non vogliamo più avventurieri qui come avvenuto in passato. Ma il rischio è che avventurieri (espressione forse eufemistica per i soggetti che come avvoltoi si sono precipitati sul Trapani Calcio dopo la decisione di Morace di lasciare)  siano arrivati ed altri possano arrivare. Da qui la decisione di Tranchida di chiedere un intervento della Lega Pro che  “ha la responsabilità di monitorare la onorabilità della diligence delle società calcistiche”. Un intervento da effettuare in tempi brevi e per il  quale Tranchida chiama il presidente della Lega Pro Ghirelli che possa intervenire subito e non dopo, a campionato iniziato.
Già, ma quando?
Il  campionato inizia il 27 settembre Trapani non ha una squadra, un allenatore, non ha svolto un solo allenamento.
L’offerta del comitato trapanese C’è chi il Trapani lo ama” è stata individuata da Petroni junior come migliore soluzione finale.
Nel comitato sarebbero impegnati quindici imprenditori che acquisirebbero il 99 per cento delle quote. L’uno per cento residuo sarebbe dei soci del comitato. Tutte persone che si manifesterebbero nel momento in cui si andrebbe a chiudere l’accordo. Ma il rischio è che ancora una volta si assista all’ennesima giravolta da circo.
Venghino, venghino ...  

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