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Una storia lunga 204 anni, celebrata la Festa dei Carabinieri [FOTO]

05 Giugno 2018 11:40, di Ornella Fulco
Una storia lunga 204 anni, celebrata la Festa dei Carabinieri [FOTO]
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Il 5 giugno è una data importante per i Carabinieri, quella in cui si ricorda l'anniversario, quest'anno il 204°, della loro fondazione ad opera del re Vittorio Emanuele I° che istituì a Torino il Corpo dei Carabinieri Reali. Il nome deriva dall’arma che ogni soldato d’élite aveva in dotazione: la carabina. Duecento anni e più di storia non hanno scalfito quel legame indissolubile con il territorio che il Corpo ha costruito sin dalle origini e il suo profondo legame con i cittadini. Lo dimostrano anche i numeri: 102 Comandi provinciali, 536 Comandi Compagnia e 5.500 Stazioni, cuore dell’organizzazione della “Benemerita”, tra i simboli più antichi e amati dello Stato italiano. Oggi, anche Trapani, nel giorno in cui, nel 1920, i Carabinieri conquistarono la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera per la loro eroica partecipazione al primo conflitto mondiale, l’anniversario è stato scandito dalla cerimonia svoltasi al Comando provinciale alla presenza delle maggiori autorità civili, militari e religiose del Trapanese. "Il nostro compito è di tutelare i cittadini e garantire la legalità - ha detto il comandante provinciale, colonnello Stefano Russo - e in un territorio come questo la lotta a Cosa nostra deve essere costante e continua. La presenza della mafia è forte, sotterranea e subdola e non dobbiamo pensare che, terminata la stagione delle stragi, la sua azione si sia indebolita. La nostra guardia deve restare sempre alta alla ricerca anche di connivenze nelle Istituzioni. La mafia si infiltra nella Pubblica amministrazione e gli esponenti dello Stato non devono piegarsi a comodi patti di corruttela. La corruzione è l'humus in cui la Cosa nostra prospera". Nel ricordare tutti i carabinieri scomparsi in servizio e non solo il colonnello Russo ha voluto fermarsi sul maresciallo Silvio Mirarchi, ucciso in servizio nel 2016 a Marsala, e a cui è stata di recente intitolata la sede della Compagnia dell'Arma, e sul carabiniere scelto Pietro Morici, valdericino, ucciso 35 anni fa a Palermo, insieme al capitano D’Aleo e all’appuntato Bommarito in un agguato mafioso, alla cui memoria il prossimo 13 giugno, nella piazza Cristo Re di Valderice, sarà scoperta una stele commemorativa. La cerimonia militare sarà seguita da un convegno con la partecipazione di importanti personalità impegnate nella lotta alla mafia. "Dobbiamo tutti vigilare - ha proseguito Russo - anche sui tentativi di Cosa nostra di condizionare il voto dei cittadini. La nostra attenzione è alta anche su quelle lobby di potere, non direttamente collegate a Cosa nostra, che provano a manovrare la vita sociale ed economica del territorio. Un territorio che ha infinite potenzialità e che merita tutti i nostri sforzi per liberarlo da una economia troppo spesso 'dopata'. Ènecessaria la prevenzione, a cominciare dai giovani nelle scuole. La cattura di Matteo Messina Denaro resta un obiettivo strategico dell'Arma e dello Stato e prosegue la nostra azione di aggressione sia alle strutture territoriali di Cosa nostra sia alle sue risorse finanziarie". Russo, che a settembre lascerà il Comando di Trapani per un nuovo incarico a Torino, ha concluso ringraziando tutti i suoi carabinieri: "Sono orgoglioso - ha detto - di essere il vostro comandante". La cerimonia si è conclusa con la consegna di alcuni attestati di merito a ufficiali e sottufficiali distintisi in operazioni di servizio e con la lettura della preghiera alla Madonna "Virgo Fidelis", protettrice dell'Arma.

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