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Erasmus al Polo Universitario di Trapani: solo un miraggio?

14 Febbraio 2019 08:31, di Ornella Fulco
Erasmus al Polo Universitario di Trapani: solo un miraggio?
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Sebbene l'Università di Palermo sia al settimo posto su sedici nell'edizione 2018-19 della classifica del Censis sui grandi Atenei statali italiani in tema di internazionalizzazione, c'è qualcosa che non va, nei fatti, al Polo Universitario di Trapani che ne è sede distaccata.
Quando si parla di internazionalizzazione dei percorsi di studio si entra in uno dei temi cruciali del mondo universitario nazionale che deve confrontarsi nell'attrattività rispetto ad analoghe realtà di altri Paesi del mondo. Internazionalizzare significa diverse cose: vuol dire offrire agli studenti una formazione universitaria davvero capace di anticipare – con profitto – le esperienze che i laureati avranno nel mondo del lavoro. Vuol dire anche recepire dagli altri sistemi accademici le spinte più interessanti verso l’innovazione del modo di insegnare e di apprendere. Vuol dire fare apprezzare al resto del mondo il valore del sistema italiano, troppo poco riconosciuto dai ranking internazionali, vuol dire - elemento non da poco per i territori interessati - aiutare non solo le finanze dell'Università prescelta ma anche l'economia locale. Non da ultimo, vuol dire non solo mandare all'estero, col rischio che poi non tornino, i nostri migliori cervelli ma provare ad attrarre talenti stranieri in grado di contribuire al nostro sviluppo sociale ed economico. Vuol dire offrire all’Italia - e ai territori dove le Università operano - un altro importante fattore di attrattività oltre a quello turistico legato alle nostre bellezze naturali, artistiche, culturali, storiche. 
Siamo ormai abituati a sentire parlare di programmi di scambio come l'Erasmus e se, anche dalla Università di Trapani, ci sono ragazzi che riescono a passare le selezioni e ad ottenere la possibilità di studiare presso Università estere, lo stesso non si può dire del contrario: la presenza di studenti stranieri che scelgono questo territorio e la sua Università per fare una esperienza formativa importante è pari a zero. Lo dicono i numeri ufficiali e lo ribadiscono, con amarezza gli studenti del Polo Universitario di Trapani riuniti nel Comitato "The trailblazers-Generazione Erasmus". 
Alcuni di loro provengono da esperienze già fatte presso Università estere, altri vorrebbero cimentarsi, tutti, però, lamentano una grande difficoltà nel districarsi tra adempimenti, percorsi, autorizzazioni, rimbalzi di competenze tra uffici che, certo, non sono il modo migliore per incentivare i nostri giovani a "lasciare il nido" e misurarsi con realtà formative, ma anche sociali e culturali differenti, nell'ottica, appunto, dell'arricchimento di competenze ed esperienze. 
Dai loro racconti, suffragati da una certa mole di documenti sottoposti alla nostra attenzione, quel che viene fuori è un quadro in cui molto, ancora, appare affidato alla volontà e pervicacia di studenti - ma anche di alcuni singoli docenti - nel trovare opportunità di accordi bilaterali con Atenei stranieri che consentano gli scambi in uscita ma anche in entrata.
Gli studenti del Comitato, infatti, non si sono occupati solo di chi vuol partire ma lavorano per ottenere risultati anche sull'altro fronte, quello  - come si diceva - dell'attrarre studenti stranieri presso il Polo Universitario trapanese. Un'opportunità che, allo stato attuale, non si è concretizzata nonostante i contatti avviati nell'ambito del corso di laurea in Consulente giuridico di Impresa.
"Il coordinatore del corso di studi si era attivato - raccontano - e lo scorso anno è stato ottenuto un accordo in uscita e in entrata con le Università di Katowice (Polonia) e Granada e, solo in uscita, con quella di Santiago di Compostela. Al momento della scelta su dove frequentare le loro lezioni, però, gli studenti sono andati a finire nel corso di laurea in Giurisprudenza di Palermo e non in quello di Consulente giuridico di impresa della sede decentrata di Trapani". Una "disfunzione" che dovrebbe essere corretta nel prossimo futuro, è stato detto agli studenti, ma che nel frattempo non ha mancato di alimentare in loro delusione e sconcerto. 
Non staremo qui, per brevità, a riportare tutte le tappe del "Progetto Erasmus Trapani" portato avanti dal 2017 dal Comitato "The Trailblazers-Generazione Erasmus" (una nota con tutti i passaggi è pubblicata sulla loro pagina Facebook) ma quel che ne viene fuori non è un quadro incoraggiante. Una lunga serie di incontri con docenti e responsabili dell'Università di Palermo, rinvii, raccolte di firme tra gli studenti, scambi di email, proposte, realizzazione di video promozionali e altre attività di sensibilizzazione che hanno ricevuto anche l'apprezzamento del rettore Fabrizio Micari che, in una mail del 30 aprile 2017, scriveva: "Vi confermo il mio apprezzamento per il lavoro che svolgete e per la passione che dimostrate, evidente segno dell'attaccamento alla nostra Università e alla città di Trapani Giro la vostra mail ai referenti del "mondo Giurisprudenza" su Palermo e Trapani, incluso il presidente del Polo di Trapani, affinchè, nel dovuto rispetto dei ruoli e delle responsabilità, si possa speditamente procedere alla definizione di accordi Erasmus che portino studenti stranieri incoming a Trapani. Esorto in tal senso i colleghi più direttamente coinvolti a rafforzare il loro impegno avvalendosi della vostra collaborazione e, in particolare, della vostra capacità di stabilire contatti con Università straniere, contatti che possano tradursi, secondo le procedure previste dalla normativa, in accordi approvati dai Consigli di Corso di Studi". 
Un altro aspetto riguardo al quale gli universitari trapanesi si sentono penalizzati è quello dei corsi di lingue straniere, importanti per gli Erasmus in uscita. E' necessario, infatti, possedere un certo livello di padronanza linguistica per accedere con profitto alle lezioni presso le Università straniere. A Trapani, da questo punto di vista, si è giusto agli inizi e gli studenti lamentano anche di non ricevere sempre risposte chiare ai loro quesiti dagli uffici del Polo o di doversi necessariamente recare a Palermo per il disbrigo delle pratiche Erasmus. 
"Noi non ci fermiamo - concludono i componenti del Comitato "The Trailblazers-Generazione Erasmus" - e abbiamo anche avviato contatti con l'Accademia di Belle Arti 'Kandinskij' e con il Conservatorio 'Scontrino' di Trapani per attività di promozione e supporto della 'destinazione Trapani' per gli studenti stranieri. Vorremmo che anche il Polo Universitario diventasse una meta interessante per i nostri colleghi stranieri, ma c'è bisogno dell'impegno a tutti i livelli. Noi abbiamo scelto di restare a studiare nella nostra città e rischiamo, nei fatti, di essere penalizzati solo per questo".  

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