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Allarme confidustria Trapani: i Consorzi fidi abbandonati al loro destino.

19 Ottobre 2011 21:18, di Niki Mazara
Allarme confidustria Trapani: i Consorzi fidi abbandonati al loro destino.
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Trapani, 19 ottobre 2011-" Solo qualche mese fa in occasione della presentazione della Rete Fidi Sicilia, costituitasi fra Consorzi fidi di area confindustriale di Agrigento, Caltanissetta e Trapani, abbiamo avuto modo di richiamare all'attenzione della politica il ruolo e le aspettative dei Confidi Siciliani nei confronti dell'Amministrazione regionale per i cospicuicrediti vantati dalle imprese e dai Confidi, sottolineando l'importanza di fare arrivare quelle risorse ai legittimi destinatari in tempi certi". E' questo il  commento di Davide Durante, Consigliere incaricato di Confindustria Sicilia per i rapporti con il sistema creditizio, sulla situazione deicrediti vantati nei confronti della Regione siciliana dai Consorzi fidi per l'abbattimento del contributo in c/interessi che le aziende dovrebberoricevere attraverso i confidi. "Ad oggi, nessuna risposta. - aggiunge Davide Durante -  Eppure le imprese attendono i contributi in c/interessi dal 2007. Si prevede una erogazione "parziale" per il 2008, anno in cui l'ammontare richiesto è stato di 35 milioni di euro, con uno stanziamento in bilancio di appena 10 milioni dieuro. Fermo il bando del 2009, nessuna indicazione per il 2010. Eppure si fa un gran parlare di potenziare il ruolo dei Confidi,  per consentire un miglior accesso al credito delle piccole imprese, salvo poi mettere sempre in secondo piano le agevolazioni previste da apposite leggi". Poi, Durante continua "Tuttavia, apprendiamo  che la Regione  sta procedendo rapidamente verso la costituzione di numerosi fondi di garanzia con finalità e destinatari ben distinti ed evidentemente dotazioni finanziarie  adeguate. Siamo francamente senza parole. Non possiamo non intravedere,  conclude Durante,  un tentativo della politica di governare in esclusiva la filiera del credito  direttamente con i propri apparati burocratici e abbiamo il dovere di manifestare il forte dissenso degli imprenditori nei confronti di questi  tentativi". Paolo Salerno

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