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Salemi | Cronaca

Beni confiscati alla mafia, Schifani: “Finanziati tre progetti”, uno a Salemi

20 Dicembre 2022 17:52, di Laura Spanò
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La Regione ho ottenuto un finanziamento di quasi dieci milioni di euro attraverso i fondi del Pnrr

“Tre beni immobili confiscati alla mafia saranno ristrutturati e valorizzati grazie un finanziamento di quasi dieci milioni di euro ottenuto dalla Regione Siciliana attraverso i fondi del Pnrr”. Ad annunciarlo il governatore Renato Schifani, che ha appena avuto notificato il provvedimento da parte dell’Agenzia per la coesione territoriale. 

Schifani

“È un importante traguardo – sottolinea il presidente Schifani – raggiunto dalla Regione sul tema della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un progetto avviato dal precedente governo e che adesso ha avuto un nuovo impulso. Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie a un’estesa rete di collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e privati e che dà il senso della forza dello Stato contro la mafia. Sottrarre i beni illeciti alla criminalità e restituirli alla collettività per fini sociali rappresenta un grande esempio di civiltà”. 

I tre progetti, presentati attraverso il dipartimento regionale delle Finanze dell’assessorato all’Economia, riguardano: la Masseria di Contrada vecchia a Salemi, che avrà 2 milioni di euro; il feudo di Verbumcaudo a Polizzi Generosa, che ha ottenuto 5,3 milioni di euro; Palazzo Alicò di via delle Croci a Palermo, attuale sede dell’assessorato dei Beni culturali, con 2,5 milioni di euro.

A Salemi, nel Trapanese, verrà riqualificato un caseggiato di contrada Masseria Vecchia a circa 9 chilometri dal centro abitato, definitivamente confiscato nel 1987 alla famiglia Miceli. Prevista la realizzazione di un magazzino per il deposito delle attrezzature agricole e la costruzione di un edificio per le sementi e parte dei raccolti provenienti dalle coltivazioni dei terreni gestiti dalla Coop “Rita Atria-Libera Terra”.

La vicenda della Masseria Vecchia

In contrada Masseria Vecchia c’è un terreno, 70 ettari, appartenuti ad un narcotraficcante mafioso Salvatore Miceli, nipote di un vecchio capo mafia e per eredità diventato anche lui tale. Miceli era così importante da potersi permettere di parlare senza tanti vincoli del capo della cupola siciliana, Bernardo Provenzano, e fargli avere i suoi “consigli” attraverso il geometra palermitano Pino Lipari. Luogo d’incontro spesso San Vito Lo Capo, dove “Binnu” ogni tanto sarebbe andato a trascorrere le ferie al mare. Questo terreno, quello di Masseria Vecchia, è stato confiscato a Miceli, dopo un lungo iter cominciato negli anni ’80 e concluso con la confisca a metà degli anni 2000.

Questo terreno nel gennaio 2007 fu assegnato al Comune di Salemi perché doveva essere il Comune a provvedere al successivo affido in gestione, poi però tornò nella piena disponibilità dello Stato: il Comune di Salemi non lo diede mai in gestione e l’agenzia nazionale per i beni confiscati decretò la revoca dell’assegnazione riprendendosi il bene. Salvatore Totò Miceli, si trova nelle patrie galere, dopo avere concluso la sua latitanza “dorata”. Fu catturato dai carabinieri all’uscita di uno dei più lussuosi alberghi di Caracas, capitale del Venezuela. Lui per oltre un decennio aveva fatto del Sudamerica la sua seconda residenza, si occupava di export di cocaina dalla Colombia verso la Sicilia. E in Venezuela a dargli gli ordini sarebbe giunto addirittura il mafioso più ricercato  Matteo Messina Denaro, il boss del Belice.

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