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Cronaca
Trapani

Confiscati beni per 3 mln di euro all'imprenditore Vito Tarantolo

10 Gennaio 2014 15:00, di Ornella Fulco
Confiscati beni per 3 mln di euro all'imprenditore Vito Tarantolo
Cronaca
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Agenti della Divisione Anticrimine della Questura e finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani hanno eseguito stamane il decreto di confisca dei beni per un valore complessivo di tre milioni di euro, emesso lo scorso 4 dicembre dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani nei confronti dell'imprenditore edile Vito Tarantolo, 57 anni. Due le società interessate, la S.M.G. COSTRUZIONI srl, e IL MELOGANO srl, entrambe in Trapani; Nei confronti delle due società in questione, il Tribunale, già nel dicembre 2012 e nel maggio 2013, aveva disposto la sospensione dell’amministrazione e il sequestro di quote del capitale sociale, accogliendo le proposte formulate dal Questore al termine di indagini criminologiche e patrimoniali svolte dal Gruppo di lavoro costituito da personale della Divisione Polizia Anticrimine e militari del locale Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Le indagini svolte hanno consentito di acquisire elementi riguardanti la funzione agevolatrice svolta dalla S.M.G. COSTRUZIONI nei confronti di Vito Tarantolo che, ufficialmente, non compare nella compagine sociale, e sulla provenienza illecita del denaro utilizzato dalla società confiscata per una lucrosa operazione immobiliare. Le indagini hanno messo in luce anche il rapporto che lega le due società confiscate. In particolare, la S.M.G. COSTRUZIONI srl è ritenuta dagli inquirenti la continuatrice, sotto altra denominazione sociale, delle iniziative speculative edilizie de IL MELOGRANO srl, società in passato sottoposta a sequestro preventivo perchè ritenuta riconducibile al boss mafioso trapanese Vincenzo Virga. Quella di oggi, rappresenta, quindi, la naturale prosecuzione delle operazioni eseguite il 27 settembre 2012 ed il 23 settembre 2013 dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani, nel corso delle quali vennero complessivamente sottoposti a sequestro anticipato ai fini della confisca 82 beni immobili, 33 beni mobili (autovetture, furgoni, mezzi meccanici) registrati, 5 società/imprese (capitali sociali e pertinenti complessi aziendali), 18 quote societarie e 37 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura. Si ricorda, tra l’altro, che i precedenti sequestri avevano riguardato gli interi complessi aziendali - beni mobili, immobili, mobili registrati, conti correnti - e tutte le quote sociali delle seguenti società/imprese: ? CO.GE.TA s.r.l. ? SOC. CONSORTILE COGECO SOC. COOP. A.r.l. ? DITTA INDIVIDUALE TARANTOLO VITO ? ELIMI COSTRUZIONI s.r.l.; ? TARANTOLO Vito & C srl; Nonché quote sociali di: ? I.P.A.C. DI GENTILE G. & C. S.a.s.; ? MARCONI s.r.l.; ? MONTE SAN GIULIANO s.r.l.; ? PORTO SAN FRANCESCO s.r.l.; ? SAN FRANCESCO s.r.l.; ? GAV COSTRUZIONI s.r.l.; ? IMEDIL s.r.l. Le proposte del Questore, per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale a carico di TARANTOLO Vito, sono state redatte ai sensi degli artt. 4, 16 e segg. Del decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011 (Testo unico antimafia) a conclusione di indagini patrimoniali ed analisi criminologiche condotte sulle acquisizioni degli organi di polizia giudiziaria, tra il 1996 e il più recente periodo, anche nell’ambito di vari procedimenti penali già pendenti presso la D.D.A. di Palermo, dalle quali si era evidenziato come, dall’occulta società con altolocati soggetti organici alla mafia, alla pilotata aggiudicazione degli appalti fino alla decisiva “copertura” di Cosa Nostra per condivise, lucrose iniziative economiche, quasi tutto lo spettro della normativa antimafia in materia di misure di prevenzione personali e patrimoniali involgesse la figura del TARANTOLO Vito, quale espressione prototipica della vocazione imprenditoriale di “Cosa Nostra” nel Capoluogo trapanese.

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