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Trapani | Cronaca

Coordinamento per la pace ricorda le vittime del Vulpitta

29 Dicembre 2021 10:11, di Luigi Todaro
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Ma anche quelle della baraccopoli di Campobello

Il coordinamento per la pace di Trapani,
nell'anniversario del rogo divampato al Serraino Vulpitta di Trapani, oltre alle vittime della tragedia del centro di permanenza temporanea, Rabah, Nashreddine, Ramsi, Lofti, Jamel e Nasim, ha voluto ricordare anche Omar Baldeh, 36 anni, bracciante agricolo, originario della Guinea Bissau deceduto nell'incendio che ha distrutto la baraccopoli dove vivevano i migranti impegnati nella raccolta delle olive tra  Campobello di Mazara e Castelvetrano.

“Un vero ghetto
–
si legge in una nota diramata dal coordinamento -  dove, già nel 2013, morì per un altro rogo accidentale il giovane Ousmane Diallo, bracciante senegalese”. La tragedia del Vulpitta, allora adibito a centro di accoglienza per i migranti, si consumò il 28 dicembre del 1999. I sei extracomunitari morirono nel rogo appiccato da un loro connazionale nel tentativo di guadagnare la via di fuga. 

Quest'anno,
il coordinamento per la pace ha posto l'accento sulle
“ condizioni aberranti  di  centinaia di lavoratori migranti”, ma anche sui  due terribili naufragi avvenuti nel Mar Egeo a poche ore l’uno dall’altro: decine e decine di morti, tra cui un neonato, affondati nel tentativo di raggiungere l’Europa passando dalla Grecia”. Infine, un'amara riflessione: “Nonostante le drammatiche emergenze planetarie – conclude la nota -  i governi di tutto il mondo continuano a spendere un mare di denaro nella corsa agli armamenti, balbettano imbarazzati di fronte alla necessità di affrontare con provvedimenti concreti il riscaldamento globale, senza preoccuparsi di creare condizioni di vita e di salute degne per tutti”.

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