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Cos'è il CBD?

10 Agosto 2021 09:00, di Eros Santoni
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Si sente sempre piĂą parlare di mercato del CBD, di percentuali di THC, di nomi di sostanze come cannabidiolo e tetraidrocannabidiolo, di canapa, marijuana e cannabis, di effetti psicoattivi e non... Vediamo di capirne di piĂą.

Sono molte oramai le fonti che scrivono con nonchalance dei tomi interi sui benefici del cbd ,ma sono davvero chiari i concetti di base? Seppure sia chiaro che il CBD ha delle proprietà incredibilmente benefiche, abbiamo davvero capito che cosa è?

L’informazione e i media non hanno fatto un buon lavoro in questo ambito andando anzi ad alimentare la confusione terminologica e aggiungendo al tutto una sorta di alone ideologico.

Nulla di utile dunque alla comprensione della materia. Vediamo qui di seguito di fare un po’ di chiarezza e di aiutare il lettore a destreggiarsi tra terminologie e concetti.

I principi di base

Cominciamo con il dire che la canapa, la marijuana, la cannabis appartengono tutte ad una stessa famiglia di piante. La pianta, in sostanza è la stessa seppure, in alcuni Paesi, si usano termini differenti per alludere alle concentrazioni di THC (vedremo più avanti che cos’è quest’ultimo).

La marijuana prevede un tasso di THC molto più alto rispetto alla canapa, ad esempio. Almeno così dovrebbe essere secondo la prassi più tradizionale, ma fondamentalmente, è bene ribadirlo, la pianta è soltanto una.

Adesso veniamo a parlare di che cosa è il THC. Il tetraidrocannabidiolo è una molecola che è contenuta nella cannabis. Si tratta di una sostanza che dà degli effetti psicoattivi. Con “effetto psicoattivo” ci si riferisce a delle alterazioni della percezione spazio temporale e ad un generale senso di euforia.

All’interno della pianta di canapa vi è anche un’altra molecola chiamata cannabidiolo che non ha alcun effetto psicoattivo ma che produce senso di rilassamento ed ha proprietà antiossidanti, antidolorifiche e antinfiammatorie.

Il cannabidiolo è chiamato in maniera più semplice con la sigla CBD. Questa sostanza, in poche parole, è la parte buona della pianta che non dà nessun tipo di assuefazione e che offre solo proprietà benefiche.

Ne consegue che i prodotti a base di CBD ospitano al loro interno solo delle alte concentrazioni di CBD appunto ed offrono solo marginalissime, o addirittura nulle, presenze di THC.

Com’ è evidente tutta la polemica sulle sostanze legali e non, potrebbe essere discussa con molta semplicità, ma sembra esistere una volontà contraria che porta anche organi importanti ad esprimersi con terminologie vaghe e scorrette.

E’ questo il caso, a mo’ di esempio, della Corte Suprema di Cassazione che nel 2019 si espresse in una sentenza, che generò non poche polemiche e conflittualità, con termini come “efficacia drogante”.

Un termine che non aveva ragion d’essere visto che si può indicare con precisione la molecola responsabile degli effetti psicoattivi, ma l’espressione “drogante” ebbe un maggior appeal nei media nazionali.

Che cos’ è legale e cosa no

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