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Criticità nel carcere Pietro Cerulli. Il Sappe scrive a Cantone

19 Ottobre 2022 19:02, di Redazione
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Molteplici i problemi

Le numerose criticità che presenta il carcere trapanese Pietro Cerulli, sono al centro di una nota  indirizzata al Vice Capo del D.A.P. Carmelo Cantone e al Direttore Generale Massimo Parisi, il segretario generale del Sappe, Donato Capece, chiede un intervento decisivo per mettere fine alla gravissima situazione nel carcere di Trapani.

“Numerose e serie – scrive Capece - sono le disfunzioni e criticità che continuano a imperversare nel carcere”. Si parte dalla carenza di personale di Polizia Penitenziaria, delle 220 unità effettive (2 Commissari, 12 ispettori, 13 sovrintendenti e 193 agenti), 20 sono distaccate in altre sedi, 21 sono a disposizione della competente C.M.O., 5 distaccate ex art. 42 bis, 2 in maternità e 71 sono impiegati nelle cariche fisse. Poi 6 poliziotti andranno in quiescenza a fine anno e altri a breve tenuto conto che l’età media del personale è di ben oltre 50 anni”.

A svolgere il servizio a turno per le 24 ore, fra le differenti qualifiche, vi sono 68 unitĂ .

"Ma vi è più, si è appreso che nel penitenziario in argomento sia stata istituita una sezione detentiva (la “Tirreno”) dove si continuano ad allocare pericolosi detenuti (ovvero quelli allontanati “per ordine e sicurezza”), provenienti da altri istituti, per ragioni disciplinari. In ultimo - scrive ancora Capece - ma non è di poco conto, si sono potute constatare, in una recente visita sui luoghi di lavoro, le pessime condizioni igienico-sanitarie del padiglione detentivo “Mediterraneo”. Abbiamo visto sporcizia e degrado dappertutto, locali fatiscenti, aree esterne alla sezione colme di rifiuti; abbiamo verificato, con sconcerto, la totale assenza di idonei e dignitosi servizi igienici per il personale del Corpo. A nostro avviso, la sezione “Mediterraneo” dovrebbe essere chiusa e fatta oggetto di una urgente e degna ristrutturazione".

Una ulteriore constatazione riguarda la preoccupante presenza di personale femminile del Corpo in posti di servizio che da regolamento dovrebbero essere ad appannaggio di quello maschile.

"Appare del tutto evidente, allora - afferma ancora Capece - come l’inconsistenza numerica degli agenti stia mettendo sotto forte stress psico-fisico i pochi poliziotti in servizio, oltre, ovviamente, a pregiudicare pericolosamente l’ordine e la sicurezza dell’istituto. Proprio a causa della acclarata compromissione dell’ordine e della sicurezza del carcere è stato ripetutamente richiesto dalla direzione, l’intervento, per un congruo periodo di tempo,  di un contingente del nostro Gruppo Operativo Mobile".

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