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“La conchiglia fra leggenda, mito e magia” - Trapani Oggi

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Trapani

“La conchiglia fra leggenda, mito e magia”

04 Maggio 2019 22:39, di Redazione
Luigi Bruno, Gabriella Bruno, Salvatore Valenti
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È stato presentato oggi a Trapani in occasione del  33° Corso di cultura 2019  della Associazione per la tutela delle Tradizioni Popolari del Trapanese presieduta da Salvatore Valenti, il libro “La conchiglia fra leggenda, mito e magia” scritto da  Gabriella Bruno, edito dal Centro Studi e ricerche del C.S.I.
Il volume è una indagine lunga e laboriosa che ha permesso la scoperta  di queste “stranezze” che a volte sono al di fuori della portata dell’uomo comune. Nella presentazione Luigi Bruno ha fatto un excursus sul contenuto della sua collezione, sulla importanza dei molluschi marini e sulla descrizione di alcuni  viventi   nel  Mediterraneo che stati messi in mostra per l’occasione. Ha colto l’occasione per fare ricordare che la creazione di un museo malacologico nella nostra città sarebbe un altro punto a favore della cultura del nostro  mare.  Bruno ha sottolineato come ritenga “ necessario parlare  di conchiglie in una città, Trapani,  come la nostra,  votata al mare ed ai suoi prodotti.  Le conchiglie sono oggetti amati da tutti, si trovano  sparse  anche sulle spiagge come gioielli del mare che da sempre bambini e adulti raccolgono in quanto ne restano affascinati. Rappresentano il simbolo della fecondità collegata alla fecondità dell’acqua. Pochi sanno, tuttavia, che per gran parte della storia, le conchiglie hanno avuto  un ruolo fondamentale per la vita  dell’uomo.
Vennero utilizzate in tutti i campi, dai soldi all’arte. Gli uomini primitivi dell’età della pietra utilizzavano le conchiglie per decorare i  monili, le abitazioni e le barche. In molti paesi tropicali, le tribù utilizzavano le conchiglie come moneta di scambio  Gli animali (molluschi)  e  i rispettivi scheletri (esoscheletri) quindi, le  conchiglie, hanno fatto e fanno parte della storia del mondo.
Gusci di conchiglie sono stati trovati  nelle caverne dell’uomo preistorico dei paesi rivieraschi  quale dimostrazione che veniva fatto largo  uso di molluschi come alimento.  C’è ancora da dire che tali gusci  sono stati utilizzati come portafortuna , in funzione apotropaica  dove il suo possesso veniva riconosciuto a protezione della vita di ogni giorno, e come modelli per le attività dell’uomo, in architettura, nella pittura, nei monumenti, nelle fontane  e nei monili e in tante altre attività. Strettamente collegate all’idea della morte sono state trovate  inserite dentro antiche  sepolture e in tempi  più recenti sono state collocate  anche all’esterno delle tombe.  
Per avere una più ampia visione del rapporto esistente fra l’uomo e la conchiglia è stato rilevato come essa sia stata tenuta in debita considerazione diventando  perfino un  importante punto di riferimento, nella leggenda, nel mito e nella magia.  Dalle leggende si trae la misura con la  quale  è  stata trattata per riportare il rapporto del vivere umano con le conchiglie.  Per il mito  modo in cui viene investita di sacralità relativa alle origini del mondo  con cui il mondo stesso  e  le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socio culturale. Con la magia  si indica una ipotetica tecnica che si prefigge lo scopo di influenzare gli eventi e di dominare con la volontà i fenomeni fisici e l’essere umano

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