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Liberare i confini per liberare la mente

30 Maggio 2020 16:16, di Salvatore Morselli
Lo stemma del Ducato di Guastalla
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In queste ore il dibattito in Tv verte su un grande interrogativo: ci sarà la libera circolazione in Italia o i confini regionali saranno blindati? In Sardegna Christian Solinas, presidente della Regione, che, come i suoi colleghi,  sciaguratamente un termine giornalistico chiama Governatori, dice a chiare lettere che sull’isola non si entra senza passaporto sanitario. Già il termine  passaporto evoca quel documento che regolamenta l’accesso in uno Stato, un documento che per gli italiani in una trentina di paese europei ( ma anche Nord africani )  non serve più, a seguito della nascita dell’unione europea e del trattato di Schengen. 
Ma il presidente, che, ripetiamo,  non è Governatore, della Sardegna pare non sia stato informato.  
Come pare abbia dimenticato, lui che nell’insediarsi a capo del Governo della Regione ha giurato sulla Costituzione, che la stessa all’articolo 5 recita “ La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento”.
Una e indivisibile, quindi, e come tale impedire accessi è quanto meno opinabile. A meno che questa voglia di decentramento, che non appartiene solo al Presidente, non Governatore, della Sardegna ma che anche in tempi recenti  ha stuzzicato tanti altri presidenti di Regione,  non ci riporti indietro negli anni.
Ricordate il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla ? Già, Guastalla ( sollecitato dal ricordo mi riprometto di visitarla, tanto per chiarire in modo netto che non la cito in senso negativo), sede di un Ducato in un periodo storico in cui le frammentazioni territoriali avvenivano per logiche spartitorie interne anche al potere temporale.
Prima che ci si rendesse conto che c’era bisogno di una Nazione Unita, dove gli abitanti si sentissero un solo popolo e remassero tutti nella stessa direzione.
Da qualche anno le Autonomie Regionali, nate per dare un impulso alla crescita socio economica della popolazione italica, si stanno progressivamente trasformando in monadi politiche autoreferenziali che egoisticamente hanno cancellato la parola solidarietà sostituendola con egoismo.
C’è in atto una aspra competizione tra Nord e Sud che è superata dalla stessa mobilità interna, con tanti meridionali che vivono e lavorano al Nord contribuendo alla crescita di quelle regioni, e di settentrionali che al Sud trovano accoglienza, spazi e tempi per una vita meno stressante. Ecco quindi la necessità, piuttosto che di passaporti, anche solo sanitari, che chiudono gli spazi, di favorire una apertura mentale che liberi la fantasia, l’intelletto, e che quindi crei benessere.
E allora, niente confini, niente documenti, spostiamoci, seppure nel rispetto della Nostra e della salute altrui, all’interno della Nazione Italia che ha superato da oltre 150 anni Regni, Repubbliche, Ducati e Granducati che parcellizzavano il territorio nazionale.  

 Ps. Ribadisco, per quello che può interessare a chi legge,  la mia intenzione di una visita a Guastalla (Italia). .     
 

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