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Palermo | Cronaca

Mafia. Attesa per oggi la sentenza per il geometra di Campobello Andrea Bonafede

11 Giugno 2024 07:10, di Laura Spanò
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Prima sono previste le controrepliche della difesa

Processo Bonafede. Al termine delle controrepliche della difesa è attesa la sentenza del gup di Palermo per il geometra di Campobello di Mazara Andrea Bonafede, arrestato dai carabinieri del Ros a gennaio del 2023 e accusato di associazione mafiosa per aver prestato la propria identità all'allora latitante Matteo Messina Denaro. Fu grazie a quei documenti che Messina Denaro riuscì nonostante fosse da 30 anni ricercato dalle forze dell'ordine a curarsi nelle strutture sanitarie pubbliche e a carico dello Stato.  La sentenza di fatto segnerà un altro passo nella lotta contro la fitta rete di fiancheggiatori che negli anni ha sostenuto e protetto Matteo Messina Denaro.

Andrea Bonafede è nipote di Leonardo "Nardo" Bonafede, storico boss di Campobello di Mazara legato alla famiglia dei Messina Denaro e allo storico capomafia don Ciccio, padre di Matteo. Una famiglia quella dei Bonafede che ha sempre supportato l'ex latitante. Andrea Bonafede è stato un elemento cruciale nel mantenimento della latitanza di Matteo Messina Denaro.

Il geometra Bonafede ha fornito al capomafia la sua carta di identità, permettendogli di ottenere un falso documento utilizzato per acquistare un'automobile, gli ha consegnato la tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche a cui Messina Denaro doveva sottoporsi a causa della sua malattia. Descritto dal giudice per le indagini preliminari come "un uomo d'onore riservato", Bonafede ha anche acquistato per conto del padrino la casa di Campobello di Mazara in cui quest'ultimo ha trascorso l'ultimo periodo della latitanza e la Giulietta con cui si spostava.

La sentenza era attesa già lo scorso mese ma è slittata perchè nel frattempo la Procura di Palermo ha prodotto altre accuse a carico di Andrea Bonafede.  La Giulietta fu acquistata nel 2022 personalmente da Messina Denaro in una concessionaria di Palermo e formalmente intestata alla madre di Bonafede. Anche la Fiat 500 data in permuta per l'acquisto della Giulietta era intestata alla madre del geometra, una disabile di 87 anni. Inoltre, nel 2007, 16 anni prima dell'arresto del latitante, Bonafede aveva preso in affitto un altro immobile usato dal boss, circostanza che secondo i pm smentisce la tesi difensiva del geometra. Dagli elementi raccolti dai magistrati - l'accusa è sostenuta dal pm Piero Padova - è venuto fuori che Bonafede era a disposizione del capomafia da ben prima del suo arresto, avvenuto a gennaio del 2023. L'ex convivente dell'imputato ha detto agli inquirenti che il geometra non ha mai abitato nell'appartamento avendo convissuto con lei, nonostante pagasse il canone: circostanza che, secondo gli investigatori, prova che nell'immobile in realtà vivesse il boss che era stato visto nei pressi della casa da testimoni 5 anni prima della cattura.

Bonafede ha sostenuto di aver aiutato Messina Denaro per paura, dichiarando: "Era malato e non aveva più nulla da perdere, avevo paura di lui." Questa linea difensiva è stata messa in discussione dai pm, che evidenziano come le azioni del geometra dimostrino una collaborazione ben oltre la semplice coercizione.

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