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Mazara del Vallo, pericolosi i fanghi del Porto canale

26 Ottobre 2012 14:55, di Niki Mazara
Mazara del Vallo, pericolosi i fanghi del Porto canale
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Mazara del Vallo, 26 Ottobre 2012- - C’è un porto che è in piena asfissia ed una classe politica che rischia di restare invischiata negli stessi fanghi che invece dovrebbe rimuovere. Il primo dei due è moribondo, a causa dell’abbassamento dei sui fondali, cosa che provoca il frequente blocco dei pescherecci che vi si incagliano. La seconda naviga a vista tra mancanza di trasparenza e nessun dialogo con la cittadinanza.  Il Comune, più di un anno fa, ha dato l’incarico – all’Istituto per l’Ambiente Marino e Costiero del Centro Nazionale per le Ricerche di Capo Granitola – di analizzare i fanghi prelevati dal porto canale e dalla Colmata ‘B’. Quest’ultima è un’area che si trova dietro il porto nuovo, a due passi dalla spiaggia di Tonnarella, e nei pressi della quale dovrebbe poggiarsi la regina delle incompiute mazaresi: la ‘sopraelevata’. Essa dovrebbe collegare l’autostrada allo scalo portuale. L’amministrazione cittadina, ottenuti i risultati delle analisi, ha dato il via ai lavori preliminari di escavazione, autorizzando lo scarico dei fanghi nell’area in questione. Sennonché, la colmata è stata sequestrata, a giugno, dalla magistratura perché divenuta negli anni, sede di rifiuti di ogni genere. “Lo scarico di questi fanghi – ha scritto il primo cittadino, sul suo periodico ‘La frontiera’, subito dopo la requisizione dell’area – ha ottenuto il parere di tutti gli organismi previsti dalla legge, circolari, disposizioni e capricci di questo o di quell’altro soggetto chiamato a dire la propria opinione”. Dopo pochi giorni la colmata è stata dissequestrata, ma la Regione ha revocato, in autotutela, la possibilità di scaricarvi i liquami dragati dal porto canale.  Non ha peli sulla lingua Mario Sprovieri, (resp. Iamc-Cnr di Capo Granitola). “Al Comune non ne capiscono niente – ha affermato l’esperto –. Io sono stato schietto col sindaco Cristaldi e gli ho detto chiaramente come stanno le cose. C’è stata – continua Sprovieri – una componente di superficialità, da parte dell’amministrazione mazarese, nelle analisi e nella lettura delle norme su aspetti così delicati, ma anche soggetti che hanno sparato a dritto, non conoscono bene la recente normativa, relativa alle tipologie di dragaggio degli ambiti portuali. “In un sito del porto canale – continua l’esperto in geochimica – sono stati trovati valori alti di idrocarburi (147 parti per milione). Tuttavia i pericoli più grossi sono determinati da sostanze cancerogene (mercurio, diossine, policlorobifenili). L’agenzia internazionale per le Ricerche sul Cancro (Iarc) di Lione ha classificato i Pcb come probabili agenti cancerogeni per l’uomo. Sono, infatti, presenti nei campioni prelevati, ma al momento in quantità tali da non essere ritenuti tossici: mercurio, cromo, rame, alluminio, arsenico, cadmio, piombo, nichel, vanadio e zinco.   “Il materiale da noi analizzato – spiega Sprovieri – va smaltito in discarica come rifiuto speciale, ma il limitato numero di campioni prelevati non è sufficiente a stabilirlo. Sarebbe utile, come consiglio, studiare almeno 5 mila metri cubi di fanghi all’interno dell’area portuale da caratterizzare (studiare, nda). “Dai primi quattro campioni esaminati – aggiunge Sprovieri – si evince che gli stessi debbano essere stoccati in discarica poiché rifiuti, non tossici, ma speciali. La Colmata ‘B’ non è una discarica. Alla riunione in Regione – continua l’esperto – da cui è scaturito la revoca in autotutela allo scarico dei fanghi in colmata, ero presente. La tipologia dei materiali rinvenuti ed il numero insufficiente di sedimenti prelevati, determina l’inadeguatezza della loro collocazione in Colmata ‘B’, secondo le norme vigenti”. In un documento ufficiale a firma Mario Sprovieri (datato 15 maggio 2012), si legge che: “la relazione consegnata al Comune di Mazara risulta semplicemente preliminare e necessita di uno studio adeguato sulla reale distribuzione naturale dei metalli pesanti nell’area d’interesse, tramite l’analisi dei valori di background”. In pratica è solo una consulenza su sei prelievi di fanghi: quattro all’interno del porto canale e due nella Colmata ‘B’. “Ribadisco – conclude l’esperto – che la indispensabile ‘caratterizzazione ambientale’ è ben altra cosa. Il porto canale deve essere scavato, ma il tutto va gestito in modo opportuno”. L’amministrazione Cristaldi, contattata più volte dal QdS, ha preferito non replicare sulla questione fanghi. Alcuni giorni addietro ha, però, diramato una nota stampa che riportiamo. “Il dragaggio del porto canale – dichiara il sindaco, Nicola Cristaldi – grazie ai 2 milioni di euro già finanziati dal ministero dell’Ambiente, sarà attuato in tempi brevi. Il commissario delegato per l’attuazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico della Sicilia, Maurizio Croce – continua il primo cittadino – ha conferito incarico formale al Provveditorato delle Opere Pubbliche ‘Sicilia-Calabria’ per l’elaborazione del progetto tecnico esecutivo e le successive procedure di gara”. All’incontro hanno partecipato oltre al sindaco, il dirigente del settore tecnico Alberto Ditta, l’esperto tecnico Nicolò Sardo, il dirigente del Provveditorato O. P. “Sicilia – Calabria” Pietro Viviano, ed i responsabili dell’Iamc Cnr, Salvo Mazzola e Mario Sprovieri. Il sindaco Cristaldi non replica ma ha già disposto un dragaggio del porto. Alessandro Accardo Palumbo - Quotidiano di Sicilia

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