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Cronaca
Campobello di Mazara

Operazione "Mafia Bet", i Carabinieri arrestano altre due persone

15 Marzo 2019 09:29, di Ornella Fulco
Operazione "Mafia Bet", i Carabinieri arrestano altre due persone
Cronaca
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Altri due persone sono state arrestate dai Carabinieri del Comando provinciale di Trapani e della Compagnia di Mazara nell’ambito dell’operazione "Mafia Bet" che lo scorso 22 febbraio ha condotto al fermo di indiziato di delitto per Calogero John Luppino, Salvatore Giorgi e Francesco Catalanotto. Si tratta del 65enne Giacomo Barbera e del 44enne Paolo De Santo, entrambi di Campobello di Mazara.
Secondo le ulteriori indagini dei militari dell'Arma, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti procuratori Gianluca De Leo e Francesca Dessì di Palermo, i due avrebbero aiutato Luppino ad eludere le indagini sul suo conto.
Barbera, già condannato definitivamente per il tentato omicidio del capo famiglia di Campobello di Mazara, Nunzio Spezia, su ordine dell’anziano capo mafia Natale Ala, quest’ultimo assassinato nel 1990, era uomo a disposizione della consorteria mafiosa di Campobello di Mazara. In particolare, su incarico di Luppino, si sarebbe occupato della “bonifica” degli uffici di quest'ultimo alla ricerca di microspie. La sua disponibilità era stata retribuita con una consistente somma di denaro, date le difficoltà economiche in cui versava e che erano state riferite a Luppino dallo zio Salvatore Giorgi.
Anche in quell’occasione Luppino aveva dimostrato - secondo gli investigatori - di saper creare intorno a sé  una cerchia di sodali, pronti a soddisfare ogni sua richiesta, coma appunto Barbera.De Santo, invece, avrebbe consentito e favorito le comunicazioni tra Calogero Jonn Luppino e il capo mafia detenuto Franco Luppino e la moglie di quest’ultimo Lea Cataldo. Calogero Luppino, infatti, avrebbe destinato ingenti risorse economiche per il sostentamento economico del boss detenuto e del suo nucleo familiare tramite De Santo che è marito di una nipote di Franco Luppino.
Con cadenza pressoché mensile si recava da Calogero John Luppino per riportare le richieste di denaro della famiglia di Franco Luppino, ritirando la somma per poi consegnarla alla moglie del boss. In alcune occasioni l’imprenditore campobellese avrebbe invitato De Santo a raccomandare minore insistenza nelle richieste di denaro della moglie del boss: il timore infatti era che gli investigatori potessero scoprire questo suo collegamento. I due, in altre occasioni, avrebbero auspicato con fervore la scarcerazione di Franco Luppino che, secondo loro, avrebbe ripristinato l’ordine mafioso nel territorio.
I Carabinieri hanno inoltre notificato, presso le carceri dove sono reclusi, anche l’ordinanza di rinnovazione della misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Palermo, sempre su richiesta della DDA palermitana, a Calogero Luppino, Salvatore Giorgi e Francesco Catalanotto.
Il gip del Tribunale di Palermo ha, infatti, confermato interamente l’impianto accusatorio ricostruito nel provvedimento di fermo d’indiziato di delitto eseguito il 22 febbraio e ritenuto concrete e attuali le esigenze cautelari già riscontrate dal gip delTribunale di Marsala nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a seguito della convalida del provvedimento di fermo contestato.

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